venerdì 16 ottobre 2009

Tu povera illusa



Tento e ritenti di venirmi incontro
provi e riprovo, ma è sempre scontro.
Quella che sei lo so molto bene
quello che sono non vale un tuo perdono.

Sento e consenti a ciò che desidero
tenti e ritento ... ma non ti considero.
Come il surf sulle onde ti cavalco fino al limite
poi ti mando ancora a fondo e riapri vecchie ferite.

Prendo e riprendi il bandolo della matassa
scopri e riscopro la mia nota bassa.
Torno e ritorni a ripretendere tutto
mi convinci... e da egoista, rifaccio il farabutto.

Aspetto e riaspetti che io diventi diverso
parti e riparto, ma è sempre lo stesso.
Tu povera illusa rinnovi il tuo aspetto
io mi ripresento, invento una scusa e mi batto il petto.

La fedeltà è donna e riprovi a riabbracciarmi
io eterno
Ulisse per nuovi lidi, tu Penelope nell’aspettarmi.
Un tira e molla che ormai snerva e sfianca
tu per me sei una folla, io... per te la notte bianca.

Non sai più che dirmi e neanche come prendermi
vorresti vedermi morire, ma sai che potresti perdermi.
è tutto riprovevole questo non è un rapporto
tu sei forte, io debole... tu ammaliata... io più accorto.

4 commenti:

Squilibrato ha detto...

Ciao, mio postatore sincronizzato. Bello questo sonetto, è esattamente ciò che ho vissuto, solo che nel mio finale solo uno dei due visse felice e contento, a discapito dell'altro. Inevitabile.

Tuo postatore sincronizzato.

Italian Zorro ha detto...

L'unico commento possibile è un applauso.

Saamaya ha detto...

un giro di tango, quest'amore che viene e che va.

e quanti ne conosco, di questi passi!

giardigno65 ha detto...

l'unica è accorciare un'accorata accortezza ...