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venerdì 23 febbraio 2018

Stop-motion - Corti di Romeo Bosetti (1912) e di Émile Cohl (1910)




Questo video viene spesso confuso con il corto diretto nel 1910 da Émile Cohl “Mobilier Fidele”. Subito sotto:

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giovedì 15 febbraio 2018

Pierfrancesco Favino a Sanremo




Pierfrancesco Favino a Sanremo 2018


Pierfrancesco Favino a Sanremo recita un brano tratto da “La nuit avant les forêts” di Bernard-Marie Koltès.
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domenica 1 febbraio 2015

L’ultimo amore - Vinicio Capossela




Fresca era l’aria di giugno
e la notte sentiva l’estate arrivar
Tequila, Mariachi e Sangria
la fiesta invitava a bere e a ballar
lui curvo e curioso taceva
una storia d’amore cercava
guardava le donne degli altri
parlare e danzare.

È quando la notte è ormai morta
gli uccelli sono soliti il giorno annunciar
le coppie abbracciate son prime
a lasciare la fiesta per andarsi ad amar
la pista ormai vuota restava
lui stanco e sudato aspettava
lei per scherzo girò la sua gonna
e si mise a danzar.

Lei aveva occhi tristi e beveva
volteggiava e rideva ma pareva soffrir
lui parlava stringeva ballava
guardava quegli occhi e provava a capir
e disse son zoppo per amore
la donna mia m’ha spezzato il cuore
lei disse il cuore del mio amore
non batterà mai più.

È dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
lei raccolse la gonna spaziosa
e ormai persa ogni cosa
presto lo seguì.

Piangendo urlando e godendo
quella notte lei con lui si unì
spingendo, temendo e abbracciando quella notte
lui con lei capì
che non era avvizzito il suo cuore
e già dolce suonava il suo nome
sciolse il suo voto d’amore
e a lei si donò

Poi d’estate bevendo e scherzando
una nuova stagione a lui parve venir
lui parlava stringeva inventava
lei a volte ascoltava e si pareva divertir
ma giunta che era la sera
girata nel letto piangeva
pregava potere dal suo amore
riuscire a ritornar.

È un giorno al profumo dei fossi
lui invano aspettò di vederla arrivar
scendeva ormai il buio e trovava
soltanto la rabbia e il silenzio di sera
la luna altre stelle pregava
che l’alba imperiosa cacciava
restava l’angoscia soltanto
e il feroce rimpianto
per non vederla ritornar.

Il treno è un lampo infuocato
se si guarda impazziti il convoglio venir
un momento, un pensiero affannato
e la vita è rapita senza altro soffrir
la poteron riconoscere soltanto
dagli anelli bagnati dal suo pianto
il pianto di quell’ultimo suo amore
dovuto abbandonar.

Lui non disse una sola parola
no, non dalla sua gola un sospiro sfuggì
perchè i gendarmi son bruschi nei modi
se da questi episodi non han da ricavar
così restò solo a ricordare
il liquore non pareva mai finire
e dentro quel vetro rivide
una notte d’amor.

Quando al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l’alba imperiosa cacciava
a lui restò solo il rancore
per quel breve suo amore
che mai dimenticò.


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Etichette: L'ultimo amore, Vinicio Capossela

mercoledì 17 dicembre 2014

13 Dicembre 2013 (iPhone –> Note)

A,
Bra,
Ca,
Dabra …
Alfabeto Magico!
• Alle 21:15 su RaiRadio3 hanno trasmesso una serie di brani con voci strazianti e musica interessante, da riascoltare… Scaricare il podcast rai (anche per capire che opera è). Il tutto oggi si addice al mio stato d’animo.
• Strana parola: Paupulo = verso del pavone. [#Neologissimi = fare il verso ad un pavone pugliese?]
• Provo a buttare giù due o tre cose sull’articolo per A.S. sulle Date:
«[“Si ritrovò quasi al penultimo piano, tra un mercoledì e un venerdì di scarto. Un giovedì mezzano.  Pochi gradini ancora e dal ballatoio del sabato sera sarebbe sgusciato dritto sul terrazzo, sotto un sole cocente che sapeva di Domenica (Il luogo di Dio). Domine@Dio. Una volta lassù, si ricordò che l’amico del giovedì rideva ancora, e con lui il portiere arrivato il lunedì dell’Immacolata oltre alla nuova inquilina che ha traslocato la settimana scorsa”]».
• #Fatespazio per #scritturebrevi = manoscritto datomi <-> mano,  scritto d’atomi <-> manoscritto da tomi.


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Diconodioggi e Pagina99we - 29 novembre 2014 
Foto di Pagina99we (Anno 1 N. 72 - 13/19 dicembre 2014)


Dal 22 febbraio 2014 mi sono messo a giocare con Diteci di oggi. 
Sopra il mio 30° contributo che ha trovato spazio sulla pagina 46 di Pagina99we. 
Qui lo schema e le regole del gioco lanciato da Antonella Sbrilli su Diconodioggi



Pubblicato da NostraDannus alle 20:54 Nessun commento:
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domenica 14 dicembre 2014

Nuova Era: Calendario Chirichiano

Ho rivisitato la dinamica delle sfere celesti (le stelle le vedevo già da solo a 38° e mezzo) e la nuova suddivisione del sistema planetario mi ha suggerito, insieme alla legge dell’ottava (vedi sigillo di Giordano Bruno e di Leonardo) una nuova organizzazione dei giorni e dei mesi in 4 octamane mensili.
I giorni, che ho chiamato «Quidie» (sintesi del “Qui ed Ora” giornaliero, ma per tutti i giorni di un anno) sono 8, suddivisi nell’ordine di 4 materiali e 4 spirituali come è la suddivisione degli 8 pianeti del sistema Solare, 4 solidi e materiali (Mercurio, Venere, Terra e Marte) e 4 gassosi e spirituali (Giove, Saturno, Urano e Nettuno).
I primi 4 quidie (con nomi dedicati ai Latini) sono di duro lavoro, fatica fisica e cognitiva (tipico degli uomini) e i secondi 4 quidie (con nomi dedicati ai Greci) sono di puro divertimento, fatica mentale e intuitiva (tipico delle donne), quindi, per 4 quidie si lavora (3 per il proprio datore e 1 per lo Stato) e per altri 4 quidie si fa sport, ci si dedica ai propri hobby, alle arti e ai viaggi (a proprio piacimento). I mesi sono 11 (6 corti di 33 quidie e 1 lungo di 35 quidie, quando l’anno è bisestile sono 36). (…)


Oggi, per voi è il 6 dicembre, con il calendario della Nuova Era, è l’ultimo degli otto quidie della prima octamana dell’ultimo mese. Il cronometro segna il numero: 340 [33x10+2+8(
41ª)]. Vuol dire che oggi è la 41ª Poseidonidie, di un anno non bisestile dedicato alle attività spirituali, la musica. (…)
Spero che la Sublime armonia del nuovo calendario inizi a governare anche il vostro animus personale.  
Dixi et salvavi animam meam.


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Diconodioggi e Pagina99we - 6 dicembre 2014/ 8° quidie 41ª octamana 2014
Foto di Pagina99we (Anno 1 N. 71 - 6/12 dicembre 2014)
pubblicata su twitter da @Ninninedda

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Dal 22 febbraio 2014 mi sono messo a giocare con Diteci di oggi. 
Sopra il mio 29° contributo che ha trovato spazio sulla pagina 46 di Pagina99we. 




Qui lo schema e le regole del gioco lanciato da Antonella Sbrilli su Diconodioggi

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Inizio col dire che la distanza espressa in luce 
tra la Terra e il Sole è di 8 minuti (1 UA).  

Intorno al Sole orbitano 8 pianeti (4 solidi e 4 gassosi). 

L’umana specie è legata all’otto perché 8 è il numero che rappresenta l’equilibrio cosmico. 8 sono i trigrammi dell’I-Ching (64 è quadrato di 8), l’ottagono è la mediazione tra Cielo (cerchio) e Terra (quadrato), 8 i punti cardinali (4 principali e 4 secondari: Rosa dei venti), 8 le principali articolazioni degli esseri umani, 8⁸ sono i codoni del nostro DNA, ...


Sigillo di Giordano Bruno
8





Simbolo universale del “Fiore della Vita” 
interpretato da Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico



Individuazione delle 4 octomane (2 nere maschili e 2 grigie femminili)
dal “Fiore della vita”
qui il link ad alcuni dei manufatti basati sul simbolo universale.








Appunti autografi con rimandi al calendario della Nuova Era

Quidie (come scansione quotidiana del Tempo)
Il tempo governa il nostro bioritmo e ogni istante è il risultato di un equilibrio dimensionale a noi consono. Ogni particella e ogni elemento fisico e psichico è soggetto alla legge dell’armonia (intesa come attrazione universale) che muove il nostro sistema solare, regolando e scandendo la nostra esistenza in maniera positiva o negativa. Molti di questi elementi influenzano e regolano costantemente i nostri giorni ma non sempre siamo coscienti della loro azione e dei loro effetti su di noi; spesso sono influenze che subiamo passivamente, altre volte invece, le trasformiamo in energia purificatrice rendendo i nostri periodi su questa Terra gradevoli, positivi e vitali.
Per trasformare in energia positiva ogni elemento che interagisce con il nostro piano dimensionale fisico e psichico, naturale e soprannaturale, ognuno di noi inventa nuovi metodi, nuove discipline, nuove terapie, nuove diete, nuove tecniche, le trasforma in dottrine, in manzie, in simboli, emblemi, paradigmi, principi, filosofie, leggi, assiomi, regole, diritti, doveri, fedi, annotando tutto e trascodificando l’essenza delle cose in disegni, quadri, sculture, architetture, musiche, poesie, ...  oppure adotta e accetta metodi universali riconoscendosi in essi. Alcuni, dopo l’esperienze, trascrivono le visioni e i cambiamenti in diari, almanacchi, lunari e calendari; altri invece, appuntano le trasformazioni e le continue evoluzioni degli elementi e degli eventi, riconoscendoli come idonei, giusti, sicuri, inquadrandoli, se soggetti alla scansione del tempo, in anni, mesi, settimane, giorni, ore, minuti, secondi, nanosecondi, ...

Qui, imparentandomi, ex cathedra (sic!), tra la schiatta dei visionari innovativi che trovano anche il tempo di illudersi profeti in patria (sic!), scoprirete tra le righe del foglio autografo sopra linkato, alcuni dei meccanismi, le innovazioni e le logiche morali e numerali soggette ai valori universali che governano e scandiscono questo mio calendario chirichiano (sic!), che oltre a regolare il tempo inteso come rapporto degli eventi che segnano il percorso evolutivo di un’intera esitenza terrena, presenta le connessioni e il ritmo per goderne appieno. Naturalmente chi come me si arroga il diritto di regolare o organizzare il tempo inventando un nuovo calendario è un individuo senza freni mentali che sfocia senza ritegno nell’allucinazione utopistica anche per il gusto di plasmare a proprio piacimento la realtà e permettersi il lusso di cambiare il nome alle cose e di attribuirle un nuovo sacro valore universale. Forse in futuro ne scriverò un libro, se ne avrò il coraggio o l’ispirazione; il titolo potrebbe essere questo:


F. Chirico
Nuova Esperia
e altre utopie
 
dedicato ad Antonella Sbrilli e Luigi Scebba 
 
Anno chirichiano (suddivisione del tempo siderale)
L’anno è diviso in 11 mensilità - Ogni mese ha 33 quidie (giorni) suddivise in 4 octamane (8+8+1+8+8), eccetto il sesto mese, centrale, che ne ha 35 (36 quando l’anno è bisestile). Ogni mese ha una festività nazionale, che cade il 17° quidie, centrale tra le 4 octomane [inseriti come intervallo, tra due periodi di 16 quidie di un mese (2 octamane)], eccetto nell’anno bisestile, ché il mese centrale ne ha due. In pratica ci sono 12 festività nazionali e 2 quidie dedicate alla Luna (ovvero potrebbero essere 11 festività e 3 quidie dedicate alla Luna).
Le 11 quidie in più, centrali, fuori dall’equilibrio delle octomane, sono chiamate Heliosdie (in onore al Sole), mentre i 2 in più nel mese centrale, il sesto, il più lungo con 35 quidie (18° e 19° quidie) sono chiamati Lunedie.
Continuando a leggere scoprirai che ogni octamana corrisponde ad un intervallo di un’ottava e che ogni quidie vibra come una nota: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La Si, eccetto l’ultima che vibra un’ottava superiore: DO. Che ogni anno inizia e finisce sempre con lo stesso quidie, il 1° è sempre un Mercudie e il 365° un Poseidondie. In questo modo quando ci si riferisce al 32° Zeusdie, si è certi che si parla dell’ottavo mese (4 octamane al mese x 8 mesi: 4x8=32), precisamente del 30° quidie dell’ottavo mese (8+8+1+8+5) o del 242 quidie dell’anno (33+33+33+33+33+35+33+30=242) non bisestile.

Quidie (nomi delle 8 quidie)
Le prime 4 quidie sono dedicate ai 4 pianeti più vicini al Sole, sono pianeti duri, solidi (nell’ordine: Mercurio, Venere, Terra e Marte). Queste prime 4 quidie materiali esprimono al meglio il duro lavoro, fatica fisica e cognitiva, attività tipiche del mondo maschile. La definizione onora la lingua latina.Le seconde 4 quidie sono dedicate ai 4 pianeti più lontani dal Sole, sono pianeti gassosi (nell’ordine: Giove, Saturno, Urano e Nettuno). Queste seconde 4 quidie sono spirituali esprimono al meglio il puro rilassamento, la fatica mentale e intuitiva, attività tipiche delle mondo femminile. La definizione onora la lingua greca.

1 - Mercudie (quidie di Mercurio) -> Do
2 - Venusdie (quidie di Venere) -> Re
3 - Terradie (quidie di Terra) -> Mi
4 - Martedie (quidie di Marte) -> Fa
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5 - Zeusdie (quidie di Giove) -> Sol
6 - Kronosdie (quidie di Saturno) -> La
7 - Uranosdie (quidie di Urano) -> Si
8 - Poseidondie (quidie di Nettuno) -> DO (ottava superiore)

Octomane (durata di 8 quidie)
Ogni essere di questo nuovo mondo utopico, dedicherà la metà del proprio tempo a lavorare sviluppando la propria indole naturale (diversamente cambierà lavoro fino a trovare quello che gli si confà), cioè eserciterà un’attività fisica e mentale per la quale si è portati, e nell’altra metà invece la dedicherà agli hobby, a viaggiare, meditare, pregare, scrivere, leggere, danzare, scolpire, dipingere, musicare, cioè ad esercitare e a frequentare le attività legate al mondo artistico e culturale. Il motto sarà “Corpo e Mente, l’un dell’altra comburente” una sorta di mens sana in corpore sano, perché il vero cibo che fortifica un essere umano è il delicato equilibrio dei propri doveri e dei propri piaceri.

I giorni di lavoro sotto tutti concentrati in 4 quidie, per ottimizzare il tempo operativo e sui costi degli spostamenti da casa per i luogo di lavoro (meno tempo perso nel traffico, meno smog, meno stress, ...). Le ore di lavoro sono sempre 40 (10 per ogni quidie), 30 ore sono dedicate al proprio datore di lavoro e 10 ore invece allo Stato (manutenzione strade e giardini pubblici, assistenza anziani e bambini, turni di vigilanza e assistenza nelle biblioteche pubbliche, manutenzione scuole, asili, siti e aree archeologiche, supporto nell’organizzazione di eventi e mostre, ...). In questi giorni così come nelle successive 4 quidie spirituali ci si dedica anima e corpo senza rinunciare a sacrifici e ad altruismi. Il compenso delle proprie prestazioni cresce con la propria partecipazione ed abnegazione, sempre da esercitare nelle sacrosante ore di lavoro, senza sacrificare un minuto di più, non necessario. In questo modo ognuno avrà un lavoro e non esisterà la disoccupazione.

Si inizia a lavorare dal compimento 24 anni. Nei primi otto anni di vita si viene educati ad ogni tipo di attività ricreativa e ludica, spirituale e religiosa. La propria famiglia è il luogo pertinente alla crescita. Nei primi 4 anni si è affidati ai genitori (i ruoli sono interscambiabili ma i primi due alla madre [allattamento, ...] e i secondi due al padre, sia essi reali o putativi) nei successivi 4 anni invece si viene affidati, oltre alla famiglia, anche a centri di educazione e benessere spirituale, affinché attraverso maestri d’arte e d’ingegno si scopra e si sviluppi la propria indole naturale. In questi 4 anni (così come in ogni altro ciclo di crescita fino ai 24 anni) ogni essere oltre a divertirsi e a trastullarsi con ogni gioco e divertimento, deve imparare e predisporsi a conoscere e a sviluppare un’attitudine all’agricoltura e alle culture idroponiche, alla pesca e quindi al nuoto, alla botanica e allo sviluppo delle specie vegetali, alla caccia e alla sopravvivenza in caso di carestie e disastri ambientali; partecipa anche alle attività lavorative per lo Stato (mai come sfruttamento ma come attitudine a sviluppare il senso del dovere fin da piccoli), ognuno con le proprie capacità. Negli ultimi 4 anni si inizia ad essere predisposti alla meditazione e alle discipline yoga, alla preghiera e al raccoglimento, a tecniche di rilassamento e alle arti marziale come tecniche di autodifesa, a discipline di autocontrollo e a discipline olistiche e di autoguarigione. Nei secondi otto anni di vita, tutti dedicati alle istituzioni scolastiche classiche e scientifiche (4 anni alle scuole inferiori e 4 alle superiori) si raggiunge la maturità spirituale e fisica, e si è pronti negli ultimi otto anni a concentrarsi e a perfezionare le scuole universitarie per la propria indole. Come sempre lo scenario delle attitudini legate ai giorni scolastici sarà suddiviso in 4 quidie di studio con letture di letteratura classica e straniera e alla scrittura, quest’ultima tutta manuale e deve avvenire su carta, e le seconde 4 quidie di attività reali e sperimentazioni artistiche, scientifiche, tecniche e sportive, ognuna con sviluppi alle realizzazioni e manutenzioni delle opere dell’ingegno nonché alle corrette utilizzazioni delle risorse terrene presenti e future: nuovi sistemi di purificazione dell’acqua e dell’aria, metodi di produzione di cibo, nuovi metodi di costruzione di bacini idrici, ... A queste si aggiungono le lezioni e le attività legate alla sessuologia e alla spiritualità. Negli ultimi otto anni dedicati alle Universitarie ci si specializza nel proprio campo di interessi e si diventa ingegneri, medici, professori, politici,

Questo calendario non ha quidie dedicate a santi o festività religiose (giacché ognuno avrà una propria fede che svilupperà appieno nelle seconde 4 quidie di ogni octamana) giacché le prime 4 quidie sono dedicate a grandi uomini (Einstein, Platone, Fibonacci, Leonardo, Pitagora, Michelangelo, Prometeo, Gandhi, ...) e le seconde 4 a grandi donne (V.Woolf, Giovanna d'Arco, Penelope, M.Curie, Nefertiti, Madre Teresa, Callas, Marylin, Saffo, ...). Suddivisione che presenta una nuova visione della società e di Stato laico, non più soggetto a condizionamenti di fede e regole religiose. Forse in questo modo avremo meno alienati, stressati, depressi e tutti potremo goderci la nostra vita terrena in pace con Dio e con gli uomini, alieni permettendo :)


Cerchi nel grano: 4 Octomane (Yin e Yang) espresse nel Crop Circles di Cliffords Hill  


“Chi è più insensato e stupido, che quello che non vede la luce? Qual pazzia può esser più abietta, che per raggion di sesso, esser nemico all’istessa natura….
Mirate chi sono i maschi, chi sono le femine. Qua scorgete per suggetto il corpo, ch’è vostro amico, maschio, là l’anima che è vostra nemica, femina. Qua il maschio caos, là la femina disposizione; qua il sonno, là la vigilia; qua il letargo, là la memoria; qua l’odio, là l’amicizia; qua il timore, là la sicurtà; qua il rigore, là la gentilezza; qua il scandalo, là la pace; qua il furore, là la quiete; qua l’errore, là la verità; qua il difetto, là la perfezione; qua l’inferno, là la felicità;….
E finalmente tutti vizii, mancamenti e delitti son maschi; e tutte le virtudi, eccellenze e bontadi son femine. Quindi la prudenza, la giustizia, la fortezza, la temperanza, la bellezza, la maestà, la dignità, la divinità, cossì si nominano, cossì s’imaginano, cossì si descriveno, cossì si pingono, cossì sono.
E per uscir da queste raggioni teoriche, nozionali e grammaticali, convenienti al vostro argumento, e venire alle naturali, reali e prattiche…”
De la causa principio et uno
Giordano Bruno






E poi troverò il nome per ogni mese (se continuerò a chiamarli mesi), poi un nome per gli anni perché ogni anno sarà memorabile, indagherò se la vita impegnata dovrà finire a 64 anni (8⁸) o a 72, oppure qual è l’età giusta per andare in pensione, o se dovrà esistere un doppio livello di octamane (utilizzo dell’anno sfalsato di 4 quidie), perché se si lavora solo nelle prime 4 quidie, chi starà nei bar, nei cinema, nelle palestre, nelle scuole, nelle stazioni, negli stadi, nei tribunali, ... a servire caffè o drink, a proiettare film, a far eseguire esercizi di yoga o balli, a insegnare letteratura classica o fisica o geometria, a guidare treni o aerei, ad arbitrare incontri sportivi, a giudicare sui misfatti, ...? ... ... umhh ... ...

La riorganizzazione di una città e, in estensione, di uno Stato, così come la successiva o iniziale pianificazione del buon governo degli uomini e degli animali domestici, richiede uno sforzo immenso nel ricercare nuove figure umane integerrime e sagge oltre che ricche di virtù altruistiche, e che sappiano esprimere consensi unanimi e riescano a vertere ad un sano controllo, ad un continuo sviluppo, ad una equa pianificazione, e alla messa in opera di idee portatrici di benessere e giustizia. Tutte buone intenzioni da dedicare in avvenire per arrivare ad una Nuova Esperia, perchè quella nella quale viviamo oggi è in brutte, brutte, brutte mani.
Ad maiora

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sabato 29 novembre 2014

VIAGGI MONOVOCALICI

Mi immersi nell’ombra con Salamanca nel cuore. Troppe erano le “a” da fare proprie in una volta. L’istinto di partire che mi aveva abitato per giorni si rifugiò in un angolo buio e attese il suo divenire. Ogni giorno, e poi per altri giorni a venire, guardavo fuori dalla finestra e scrutavo l’alba che restava sempre la stessa; cercavo di fare proprie tutte le “a” intorno a me. M’immaginavo oltre i pirenei, poi a Saragozza lungo le anse dell’Ebro. Aspettai per settimane un segnale che mi suggerisse quando incamminarmi. Poi all’improvviso capii cosa mi mancava. Presi lo zainetto e ci infilai solo tre libri, tutto il resto l’avrei trovato in giro. Per primo presi il libro di Paul Auster “Trilogia di New York” per non perdere il vizio di inventare parole nuove e dare un nome alle cose sconosciute o a quelle rotte che mi avrebbero coinvolto più delle onomatopee dei luoghi; per secondo “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino per ripartire ogni giorno, e il giorno dopo, con l’incipit di un nuovo romanzo e non abbracciare solo la similitudine ma la palinodia dei territori; per ultimo, il Libro della giungla di Rudyard Kipling per mantenere vivo lo spirito adolescente e per allietare i momenti bui con le ipotiposi delle parole maestre. Uscii dall’ombra per la nuova meta. Dopo Toronto e Bisticci, la nuova monovocalica mi aspettava. 


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Diconodioggi e Pagina99we - 29 novembre 2014
Foto di Pagina99we (Anno 1 N. 70 - 29 novembre 2014)
lanciata su twitter da Elisa Lucchesi @IsaInghirami




Dal 22 febbraio 2014 mi sono messo a giocare con Diteci di oggi. 
Sopra il mio 28° contributo che ha trovato spazio sulla pagina 46 di Pagina99we. 
Qui lo schema e le regole del gioco lanciato da Antonella Sbrilli su Diconodioggi



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giovedì 20 novembre 2014

Paolo Nutini - Iron Sky




We are proud individuals living on the city,
But the flames couldn’t go much higher.
We find God and religions to,
To paint us with salvation.
But no one,
No nobody,
Can give you the power,

To rise over love,
And over hate,
Through this iron sky,
That’s fast becoming our minds.
Over fear and into freedom.

Oh, that’s life
That’s dripping down the walls
Of a dream that cannot breathe
In this harsh reality
Mass confusion spoon fed to the blind
Serves now to define our cold society

From which we’ll rise over love,
Over hate,
From this iron sky,
That’s fast becoming our minds.
Over fear and into freedom.

You just got to hold on!
You just got to hold on!

Ohhh ohhhh oh oh

(To those who can hear me, I say, do not despair.
The misery that is now upon us is but the passing of greed,
the bitterness of men who fear the way of human progress.
The hate of men will pass, and dictators die,
and the power they took from the people will return to the people.
And so long as men die, liberty will never perish.
Don't give yourselves to these unnatural men –
machine men with machine minds and machine hearts!
You are not machines, you are not cattle, you are men!
You, the people, have the power to make this life free and beautiful,
to make this life a wonderful adventure
Let us use that power!
Let us all unite!*)

And we’ll rise over love,
And over hate,
Through this iron sky,
That’s fast becoming our minds
Over fear,
Into freedom.
Into freedom!

From which we’ll rise over love,
And over hate,
Through this iron sky,
That’s fast becoming our minds.
Over fear and into freedom.
Freedom!

Oh!
Rain on me!
Rain on me!
Rain on me!

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Paolo Nutini - Cielo di Ferro

Siamo individui fieri
che vivono per la città
ma le fiamme non possono arrivare più in alto

troviamo un Dio e delle religioni che
ci tormentano con la storia della salvezza
ma nessuno, no, nessuno può darti il potere

di sollevarti
al di sopra dell'amore
al di sopra dell'odio
attraverso questo cielo di ferro
che ben presto diventerà la nostra mente
che sovrasterà la paura e ci darà la libertà

oh, questa è la vita
che sta sgocciolando giù dai muri
di un sogno che non può respirare
in questa dura realtà la confusione di massa
ha nutrito col cucchiaio la cecità
adesso è necessario definire la nostra fredda società

dalla quale ci solleveremo
al di sopra dell'amore
al di sopra dell'odio
attraverso questo cielo di ferro
che ben presto diventerà la nostra mente
che sovrasterà la paura e ci darà la libertà

devi solo tenere duro, tenere duro

"A coloro che mi odono, io dico: non disperate.
L'avidità che ci comanda è solamente un male passeggero.
L'amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano,
l'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori
e il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo.
E finchè gli uomini muoiono, la libertà non può essere soppressa.
Non arrendetevi di fronte ad uomini innaturali
Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore.
Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini!
Voi, persone, avete il potere di rendere questa vita libera e
bella, di rendere questa vita un'avventura meravigliosa.
Permetteteci di usare quel potere, uniamoci tutti"*

e tutti noi ci solleveremo
al di sopra dell'amore
al di sopra dell'odio
attraverso questo cielo di ferro
che ben presto diventerà la nostra mente
che sovrasterà la paura e ci darà la libertà, la libertà

dalla quale ci solleveremo
al di sopra dell'amore
al di sopra dell'odio
attraverso questo cielo di ferro
che ben presto diventerà la nostra mente
che sovrasterà la paura e ci darà la libertà
la libertà, la libertà

oh piovi
al di sopra dell'amore
al di sopra dell'odio
attraverso questo cielo di ferro
che ben presto diventerà la nostra mente
che sovrasterà la paura e ci darà la libertà, la libertà

libertà, piovi su di me, piovi su di me


Traduzione e post da SoundsBlog

*Monologo di Charlie Chaplin nel film Il Grande Dittatore



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lunedì 17 novembre 2014

Francesco Guccini - Parole




Parole, son parole, e quante mai ne ho adoperate
e quante ancora lette e poi sentite,
a raffica, trasmesse, a mano tesa, sussurrate,
sputate, a tanti giri, riverite,
adatte alla mattina, messe in abito da sera,
all’osteria citabili o a Cortina e o a Marghera.

Con gioia di parole ci riempiamo le mascelle
e in aria le facciamo rimbalzare
e se le cento usate sono in fondo sempre quelle
non è importante poi comunicare,
è come l’uomo solo che fischietta dal terrore
e vuole nel silenzio udire un suono, far rumore.

Mio caro amore, si è un po' come commessi viaggiatori
con campionari di parole e umori a ritmi di trecento e più al minuto;
amore muto, beati i letterari marinai, così sul taciturno e cerca guai,
così inventati e pieni di coraggio...


Io non son quei marinai, parole in rima ne ho già dette
e tante, strano, ma ne faccio dire
nostalgiche, incazzate, quanto basta maledette,
ironiche quel tanto per servire
a grattarsi un po' la rogna, soffocati dal collare
adatto per i cani o per la gogna del giullare.

Poi andare sopra un palco per compenso o l’emozione:
chi non ha mai sognato di provare?
Sia chi ha capito tutto e tutto sa per professione
ed ha un orgasmo a scrivere o a fischiare,
sia quelli che ti adorano fedeli, senza intoppi,
coi santi non si scherza, abbasso il Milan, viva Coppi!

Amore sappi, beato chi ha le musiche importanti,
le orchestre, luci e viole sviolinanti, non queste mie di fil di ferro e spago;
amore vago, mi tocca coi miei due giri costanti
fare il make-up a metonimie erranti: che gaffe proprio all'età della ragione...


E sì son tanti gli anni, ma se guardo ancora pochi,
Voltaire non ci ha insegnato ancora niente,
è questo quel periodo in cui i ruggiti si fan fiochi
oppure si ruggisce veramente
ed io del topo sovrastrutturale me ne frego;
chi sia Voltaire, mi dite? Va beh, dopo ve lo spiego.

E se pensate questi i vaniloqui di un anziano,
lo ammetto, ma mettiamoci d’accordo
conosco gente pìa, gente che sa guardar lontano
e alla maturità dicon sia sordo
perchè i rincoglioniti d’ogni parte odian parecchio
la libertà e la chiamano “vagiti”, o “ostie” d'un vecchio.

Amore a specchio, è tanto bello urlare dagli schermi,
gettare a terra falsi pachidermi coprendo ad urla il vuoto ed il timore.
Qui sul mio onore, smetterei di giocar con le parole,
ma è un vizio antico e poi quando ci vuole per la battuta mi farei spellare...


E le chiacchiere son tante e se ne fan continuamente,
è tanto bello dar fiato alle trombe
o il vino o robe esotiche rimbomban nella mente,
esplodono parole come bombe,
pillacchere di fango, poesie dette sulla sedia,
ghirlande di semantica e gran tango dei mass-media.

Dibattito in diretta, miti, spot, ex-cineforum,
talk-show, magazine, trend, poi T.V. e radio,
telegiornale, spazi, nuovo, gadget, pista, quorum,
dietrismo, le tangenti, rock e stadio
deviati, bombe, agenti, buco e forza del destino,
scazzato, paranoia e gran minestra dello spino.

Amore fino, lo so che in questo modo cerco guai,
ma non sopporto questi parolai, non dire più che ci son dentro anch’io,
amore mio, se il gioco è essere furbo e intelligente
ti voglio presentare della gente e certamente presto capirai...


Ci sono, sai, nascosti dietro a pieghe di risate
che tiran giù i palazzi dei coglioni,
più sobri e più discreti e che fan meno puttanate
di me che scrivo in rima le canzoni,
i clown senza illusione, fucilati ad ogni muro,
se stan così le cose dei buffoni sia il futuro.

Son quelli che distinguono parole da parole
e sanno sceglier fra Mercuzio e Mina,
che fanno i giocolieri fra le verità e le mode,
i Franti che sghignazzano a dottrina
e irridono ai proverbi e berceran disincantati:
"Frà Mina e Frà Mercuzio son parole, e non son frati!"
Pubblicato da NostraDannus alle 18:39 Nessun commento:
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Etichette: Francesco Guccini, Parole

sabato 15 novembre 2014

TRE LUSTRI SIGNORI: Schnitzler-Kubrick-Freud

[La] giornata cominciava a quell’ora. Dietro la finestra di un caffè, (15-IV DS) / proprio vicino a casa, un giovane avvocato gravemente ammalato (VI-15 DS) / le mani dei genitori si incontrano sulla fronte amata (I-15 DS) / [pal-]lida. Ma si dominò, sentendo che quel suo stato d’ani-[mo] (15-V DS) / quasi sinistro. Fridolin la chiamò ancora una volta e più (V-15 DS) / [sul suo] cuscino, qualcosa di scuro, di delimitato, come le linee (VII-15 DS) / [presso il] letto del padre. (15-II DS) / Il volto del morto era in ombra, ma Fridolin lo conosceva (II-15 DS) / «Non si può mai sapere, una volta o l’altra toccherà anche a me. (15-III DS) / [come se] fosse giunto a una meta a lungo cercata, entrò in un (IV-15 DS) / cuore e si sentiva malissimo; promise che sarebbe anda-[to] (15-I DS) / a dormire, e s’incamminò attraverso il parco del munici-[pio] (III-15 DS) / senza rendersi conto che quell’affermazione poteva essere una bugia: (15-VI DS) / [«nessun sogno» disse egli con un leggero sospiro «è] interamente sogno». (15-VII DS) / “È un bene essersi destati dai propri sogni e che sarà meglio rimanere svegli a lungo” (15-15 EWS).

firmato
@Ninninedda

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Diconodioggi e Pagina99we - 15 novembre 2014

Foto di Pagina99we (Anno 1 N. 68 - 15/21 novembre 2014)
lanciata su twitter da Cristina Maselli @coseinvisibili



Dal 22 febbraio 2014 mi sono messo a giocare con Diteci di oggi. 
Sopra il mio 27° contributo che ha trovato spazio sulla pagina 46 di Pagina99we. 
Qui lo schema e le regole del gioco lanciato da Antonella Sbrilli su Diconodioggi

Questa volta il tutto nasce da un doppio contorcimento mentale. Il riferimento al romanzo “Doppio Sogno” di Arthur Schnitzler e al film di Kubrick “Eyes Wide Shut” è tra le righe. Dalla copia del libro dell’autore austriaco che tratta di fantasmi dell’inconscio e delle pulsioni sessuali (e qui interviene Freud, come terzo incomodo) ho preso a prestito le sue esatte parole e ho intessuto il tutto per rispettare le regole del gioco.

Il pezzo è costruito con le quindicesime righe del testo d’apertura dei sette capitoli nel verso di lettura [Primo capitolo (I) - Prima 15ma riga] e, rigirando il libro (doppio senso di lettura), il testo di chiusura delle ultime quindici righe [ultima 15ma riga - ultimo capitolo (VII)], che rilette dal basso in alto formano altre sette righe (quindi 14 righe*). Ho montato il tutto in modo da ottenere una lettura che avesse un senso, e alla fine ho aggiunto una frase dal film di Kubrick, la quindicesima di questa doppia elica, a chiusura del tutto.

* Le parole tra parentesi quadre sono aggiunte reali del libro, necessarie per la costruzione delle frasi.

Queste le righe così come sono state prelevate dal romanzo.
Doppio sogno:
le mani dei genitori si incontrano sulla fronte amata (I-15 DS)
Il volto del morto era in ombra, ma Fridolin lo conosceva (II-15 DS)
a dormire, e s’incamminò attraverso il parco del munici-[pio] (III-15 DS) 
[come se] fosse giunto a una meta a lungo cercata, entrò in un (IV-15 DS)
quasi sinistro. Fridolin la chiamò ancora una volta e più (V-15 DS)
proprio vicino a casa, un giovane avvocato gravemente ammalato (VI-15 DS)
[sul suo] cuscino, qualcosa di scuro, di delimitato, come le linee (VII-15 DS)  

[«nessun sogno» disse egli con un leggero sospiro «è] interamente sogno». (15-VII DS)
senza rendersi conto che quell’affermazione poteva essere una bugia: (15-VI DS)
[pal-]lida. Ma si dominò, sentendo che quel suo stato d’ani-[mo] (15-V DS)
[la] giornata cominciava a quell’ora. Dietro la finestra di un caffè, (15-IV DS)  
«Non si può mai sapere, una volta o l’altra toccherà anche a me. (15-III DS)
[presso il] letto del padre. (15-II DS) 
cuore e si sentiva malissimo; promise che sarebbe anda-[to] (15-I DS) 

Eyes Wide Shut:
“È un bene essersi destati dai propri sogni e che sarà meglio rimanere svegli a lungo” (15-15 EWS).
Pubblicato da NostraDannus alle 22:39 Nessun commento:
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Etichette: @diconodioggi, Antonella Sbrilli, Cristina Maselli, Diteci di oggi, Doppio Sogno, Eyes Wide Shut, Freud, Kubrick, pagina99we, Schnitzler

sabato 8 novembre 2014

Molly l’ancora signor Kurtz. Si viaggia!

Orrore. Vaneggi da ore nell’ombra e non riesci a mettere una virgola o un punto emergi e scompari senza far identificare il tuo respiro qui resti nelle tenebre dell’anima tramite l’io narrante abbracci un fiume di parole e il senso del viaggio fino alla fine del verso dove potrai sentire il petto tutto profumato sì e il cuore battere come impazzito e sì dissi sì voglio Sì e nonostante il flusso non ammetterai mai la tua presenza da viaggiatore nel racconto che ricomincia in una stazione ferroviaria della Compagnia, dove sbuffa nella notte d’inverno una locomotiva e uno sfiatare di stantuffo copre l’apertura del capitolo, una nuvola di fumo nasconde parte del primo capoverso. Lo so! Questo è un mostro letterario, una creatura che ti assomiglia. Sei arrivato fin qui ma non ti stai riconoscendo nel personaggio. Sa di testo intessuto di andirivieni, dove il flusso di coscienza entra in un viaggio circolare e la narrazione riprende dal punto di partenza. Poi ritorni, ti riconosci. Lo sento, stai per dire che tutto questo passaggio l’hai già letto. Tu lo credi lettore. Al tuo cuore non piace sentirsi immerso a lungo nella tenebra. Tuttavia ti porto ancora con me, questa volta ti faccio salire sul Nellie, una iole da crociera, e ti porto fino alla fine del mondo, dove non brilla mai il sole, altrimenti sapresti comprendere il valore del viaggio, la suprema consolazione di chi non può salvarsi, riconoscendo la malinconia dei piroscafi. E qui, una volta che ti ho portato, sussulteresti anche tu al sentirgli dire, due volte, un grido che non era più di un respiro. «L’Orrore! L’Orrore!» E fu tutto.


-------


Dal 22 febbraio 2014 mi sono messo a giocare con Diteci di oggi. 
Sopra il mio 26° contributo che non ha trovato spazio nella pagina 46 di Pagina99we. 
Qui lo schema e le regole del gioco lanciato da Antonella Sbrilli su Diconodioggi

Questa volta il gioco è particolare e per certi versi poco comprensibile, come poco comprensibile è il viaggio dell’essere lettore, una creatura che ama viaggiare tra le pagine e nei luoghi letterari. Ogni riga è un approdo, ogni capoverso è una stazione e ogni capitolo un porto per rifocillarsi e riprendere il lungo viaggio dell’anima. Un mostro che vive di brani, di frasi memorabili, di parole estreme. Un mostro capace di identificarsi in figure e personaggi diversi, che spazia in periodi e in stili differenti ma che in ognuna sa trovare il senso del divenire e dell’essere. 
In questo pezzo ho ridisegnato parole di Joyce (Molly nell’«Ulisse»), di Calvino (Il Lettore in «Se una notte d’inverno un viaggiatore»), di Flaubert (Frédéric in «L’educazione sentimentale») e di Conrad (Marlowe in «Cuore di tenebra») portando il cuore, in un viaggio estremo oltre le tenebre mostruose per scoprire che l’io narrante, altri non è che un lettore disattento, un personaggio dapprima donna e poi uomo che diventa man mano, un eterna essenza universale che approda nelle parole dei libri per riscoprire il gusto del viaggio interiore fino alla morte dell’anima. Un’Apocalisse che ti toglie il respiro, perché si scappa nella lettura ma dalla lettura non si scappa.

 
Pubblicato da NostraDannus alle 18:49 Nessun commento:
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liberi aristocratici magnati,
aspidi nevrotici, avvertendo oscuri
arrìere-pensée. Amo qualche
argomento ridanciano.

Asserisco silente: “Autonomie Toccasana”,
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    1 giorno fa
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    9 anni fa
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    10 anni fa
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    [L'Aquila, 6 aprile 2009] e non mi dire niente se stasera torni e casa è un disastro non mi dire... -
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    Cicatrice - Un anno fa, dopo la morte di mamma, Greta mi disse “ora papà dobbiamo aspettare la cicatrice ma non dimenticare”. Mi porto dietro da tempo un bagaglio a...
    1 settimana fa
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    Lettera di Francis Ford Coppola a Dario Fo - Nel 2002 ho scritto un libro che s’intitola “Il paese dei mezaràt – I miei primi sette anni (e qualcuno in più)” ed oggi scopro che uno dei più important...
    8 anni fa
  • Il posto di Antonio
    Impressive! - COME OGNI DOMENICA torna Doonesbury. Garry B. Trudeau si ricollega a un altro fatto di cronaca di qualche settimana fa e racconta come Donald Trump sostanz...
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    8 anni fa
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    L'irresponsabile speaker di Radio Padania: «Tutti i vaccini uccidono, più del virus stesso» - «La verità è che il vaccino, purtroppo, uccide, a quanto pare più del virus stesso. *Tutti* i vaccini, non solo quello di AstraZeneca, anche quello Pfize...
    4 anni fa
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  • nikink
    vengono da fuori a ricordarci cos'è l'ingegno - vengono da fuori a ricordarci cos'è l'ingegno
    9 anni fa
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    Oggi e domani - Sono alla Blogfest. Se ci siete, ci vediamo lì.
    15 anni fa
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    Ci saranno altri modi, se vorrete - Questo posto dell’Espresso – che non aggiornavo da molti giorni, e me ne scuso – finisce qui dopo 15 anni esatti: pensate che quantità mostruosa di sciocch...
    4 anni fa
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    Leone XIV - Se Bergoglio era arrivato dalla fine del mondo, il suo successore viene dal paese che probabilmente ne sarà la causa. Statunitense di origini spagnole, fra...
    3 mesi fa
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    Proliferare - *Proliferare* *v.intr.* manifestare contro l'aborto.
    1 giorno fa
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    11 anni fa

Treccani, l'enciclopedia italiana

Concinnità

Vocabolario on line

concinnità s. f. [dal lat. concinnĭtas -atis, der. di concinnus «concinno»], letter. – Armonia dello stile o del discorso, che risulta da una conveniente disposizione delle parole e dei suoni e ha insieme eleganza e semplicità: la c. è dote rara nei poeti; bellezza è una certa grazia, la quale nasce dalla c. di più membri (Firenzuola); certa eleganza di scorci e frasi, certa c. di dizione, è solo in Toscana (Carducci).

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Sette le note, sette i colli e le celesti sfere,
da ammirare tutte le sere
da suonare all’infinito, da contare con un dito.
Sette i saggi, sette le Meraviglie,
sette i peccati che ci assomiglian,
di ogni colore senza contorni,
di un arcobaleno per sette giorni.

Conta i pianeti, conta gli accordi, la settimana

conta i suoni di ogni campana

conta i peccati, conta i colori e i sacramenti

ma non contare mai gli anni dei presenti.


Sei le facce del cubo, sei-sei-sei (666)
contro ogni Setta e i falsi Dèi
del Creato finito il sesto giorno,
del Re e della sua Stella per il nuovo ritorno.
Sei gli alveari, sei le melliflue celle
poi l’esagramma dell’I Ching che muta ribelle
del matrimonio senza mestizia,
dei pitagorici e della giustizia.

Conta il Sigillo, conta le Squadre e i Compassi
ma non contare sui semi finiti sotto i sassi;

conta i Profeti, conta gli assatanati e i Mutamenti

usa la KaBaLa e i suoi procedimenti.


Cinque le dita, cinque i sensi,
più se li conti più se ci pensi;
più del Pentagono più della Stella,
più del pentagramma, più della iella.
Cinque i sacri Libri, cinque la Terra
nella quintessenza che ci sotterra,
di ogni uomo i suoi prolungamenti,
delle popolazioni nei grandi continenti.

Conta gli arti, conta le dita per tutti i sensi

conta le dritte righe per i suoni immensi,

conta gli Anelli Olimpici, conta le razze multicolori

diventa campione mettendoti in gioco non per gli ori.


Quattro i semi e gli elementi
da puntare con le carte e gli esperimenti;
della famiglia e dell’eterna Gaia:
infanzia, gioventù, maturità e vecchiaia.
Quattro le stagioni e i punti cardinali,
dei quarti di Luna per i lupimannari,
per ogni incrocio da attraversare,
per ogni viaggio per i quattro mari.

Conta gli Evangelisti, conta le fasi e i venti

per toccare nuovi porti con altri adepti attenti;

conta i semi nel gioco, conta gli assi e i pilastri

usa la bussola, ma orientati con il fuoco degli astri.


Tre le Grazie e il numero perfetto,
tre il triangolo e la forma del gentil sesso
tre alla partenza prima del via,
tre i “mea culpa” sul petto e così sia.
Tre i Re Magi, tre i regni d’Egitto,
la Trinità nel nome di Cristo;
tre i processi in ogni azione finita,
leggi la Divina Commedia... è la vita.

Conta i colpi alla porta, conta le Parche e il divino

conta Giuseppe, Maria e Gesù bambino,

conta passato, presente e futuro, conta parecchio

vedere il mondo con il terzo occhio.


Due gli opposti, due i punti per retta,
in ogni duello e nell’usa e getta
di ogni se stesso dentro lo specchio,
del bianco del nero, del pozzo e del secchio.
Due le facce :-( e :-), due i sessi
nell’accoppiamento e negli amplessi,
di ogni moneta lanciata nei campi,
sinistra-destra, giorno-notte, entrambi.

Conta il binario, conta il duetto e il riflesso

in ogni doppio... conta il proprio «se stesso»;

conta i binomi, conta i bis e i gemelli

viva le unioni e
i matrimoni senza gli anelli.

Tutti per Uno
... Uno per tutti,
vien sempre il primo, poi belli, brutti, ...
“Essere o non essere”, “Penso, quindi Sono”
unità, singolo o Mono.
Uno il perno, uno il punto.
colonna del mondo senza nessun congiunto.
Una la morte, uno l’inizio e il Sole,
uno il solitario e la zitella senza prole.

Conta per prima, conta il pre e il primogemito

del Nume in ogni principio sempre congenito;

conta l’asse, conta il single e chi è solo

viva tutti i numeri e VIVA IL LORO RUOLO.



Franco Chirico

TraTarT
- Silloge del disagio della Musa
2
009 - Ed. IngEgnI
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Ovunque vago mi protegge il santino di Grace (ma nana) (ma cazzara santa)

Ovunque vago mi protegge il santino di Grace (ma nana) (ma cazzara santa)
Ora il mio blog non è più sfigato, circondato da influenze negative, o infestato da fantasmi che minacciano la NON demenzialità dei miei post. Da oggi la soluzione è stata trovata! Ho inserito (in_sè_rido mi piace di più) nel mio sito il Santino di Santa Cazzara (cit. Robydick), e mi sono assicurato in un colpo solo: a) protezione dalle influenze diaboliche e/o cattoliche; b) aumento dell'interesse generale dei visitatori nei confronti del mioo blog; c) allungamento del pene. Fallo anche tu ne troverai giovamento... clicca sul santino

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