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domenica 10 gennaio 2010

BI NOMI


Sciascia
e Totò sono figli di Miou Miou*.


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Matrice certa - Patrice incerto.






*Volevo scrivere solo queste OTTO parole, di per sé significative [notare la simmetria, la palindromia, la bustrofedicità, il bifrontismo imperfetto ma alla Giano, l’ambigrammismo geometrico verticale, ... (chipiùcenehapiùcenemetta di spocchiose definizioni per un lemma così stupid’8) della parola otto], ma la definitiva e giocosa nota a piè di verso (cioè matrice e patrice) ha portato i termini a dodici, che in fatto di specularità, intesa come simmetria grafica del lemma dodici, non vale una beata cippa.

Il senso del verso, e non il verso del senso (mi piace fare il verso al verso che cambia il senso al senso), è quello di proporre una nuova catalogazione di parole interamente autotautogrammate (notare che ci sono volute due auto per far percepire l'eco-grafia di un doppio lemma che fa un gran chiasmo suonando da coatto sul clacson del tautogramma) per spacciarli per binomi. I puristi delle figure retoriche diranno che qui si sta parlando di una forzatura e che sarebbe più giusto parlare di autosomiglianza (ho rimesso l’auto: val come autorimessa), di anafora, di polittoto, di epanalessi, di epanadiplosi, e via di seguito, ma neanche questo è corretto e non è codesta la sede adatta. Mi preme però schiacciare l'acceleratore su altri ammiccamenti metafisici.




Il mio sfondo scrivania - Menger sponge

Per esempio parlare di veri binomi.
Non nel senso dell’espediente escogitato per generare la nomenclatura utilizzata in botanica e in zoologia, dove gli organismi vengono identificati con due nomi, uno generico e uno specifico: Rosa canina; e nemmeno nel senso espresso nel bellissimo abstract in pdf di Francesca Masini (Dipartimento di Linguistica dell’Università Roma Tre che ho trovato nella magnanima rete) ma di bi-nomi (parole doppie, tanto da sembrare coppie) che fanno pensare al frattale; al Narciso; ai Composti di coordinazione linguistica come i composti dvandva o esocentrici, o meglio ancora, i composti reduplicanti, anche detti, conglomerati con schema V+V, tipo: pigiapigia, fuggifuggi, magnamagna, ... come è stato ben definito da Rossana Stefanelli nel pdf dei Quaderni del Dipartimento di Linguistica – Università di Firenze.

Dei binomi matematici faccio un solo accenno presentando la bella rappresentazione grafica di
Alkarex di uno dei più classici binomi (a+b) al quadrato: (a + b)² = a² + 2ab + b². Che corrisponde in linguistica al mio verso: tosto tostò un tosto tosto (ma di questo gioco di parole ne parlerò più in là).




Riflessione finale su UMMAgUMMA.
Ummagumma (è più intrigante nella lettura italiana: AMMAgAMMA) è il titolo del quarto album dei Pink Floyd, il loro capolavoro. Tutto il senso di quello che ho blaterato poco sopra, è raccolto in questa stupenda parola UMMAgUMMA (vedere la perfetta corrispondenza grafica del titolo alla simmetria nell’anno di uscita dell’album, naturalmente oscurando l’inutile millesimo: 99). L’immagine è un frattale in piena regola che si propaga all’infinito a sinistra in alto. In ogni immagine ci sono i quattro artisti Waters, Wright, Gilmour e Mason (Barret era appena uscito dal gruppo) che si alternano chi sulla sedia, chi sulla soglia e chi sul prato, ma la cosa più interessante per me è la cover del disco GiGi (colonna sonora del film di Vincent Minnelli) tra la sedia e la damigiana: la firma del magico autore Storm Thorgerson. Gigi fa il verso al doppio sintagma presente nel titolo: UMMA e pone giustizia e dà un senso alla G nel suo bel mezzo. Più binomi di così!


Gustatevi il tutto come un grande e dolce leccalecca: «C’è Gigi? Sì! e la ...»