Visualizzazione post con etichetta Dal mio libro «TraTarT - Silloge del disagio della Musa». Mostra tutti i post
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domenica 18 aprile 2010

PAN GRAMMATO



Etienne (giacca EffeEsse1) udì a Pierre:
«vuoi quelle bici Emmezeta»?

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1 F.S. = Ferrovie dello Stato.
Pangramma sillabico (unico nel panorama dei giochi linguistici) = Fare un verso con le 21 definizioni sillabiche delle lettere dell’alfabeto italiano: A, Bi, Ci, Di, E, Effe, Gi, Acca, I, Elle, Emme, Enne, O, Pi, Qu, Erre, Esse, Ti, U, Vu, Zeta.
Nessuna esclusa e nessuna ripetuta.


Scomodare due francesini in bicicletta in vacanza nel nord Italia mentre chiedono lumi in un italiano stentato a un capotreno delle Ferrovie dello Stato in giacca e cravatta, per rendere giustizia alle definizioni dell’alfabeto italiano, non è il massimo; però vuoi mettere la mia patriottica soddisfazione per il dubbio che è rimasto ai due (e forse a tutti)? E della faccia interdetta (notare il sorriso di circostanza) del controllore (Etienne: sarà francese anche lui?) che guarda i due ragazzi, ne vogliamo parlare?

Certo, con questo nuovo gioco di parole, non entro nell’olimpo dei primati e nemmeno nei meandri tecnici delle pronunce fonetiche complesse, ma mi limito solo a citare (e anche eccitare) la classica definizione scolastica della trascrizione delle pronunce. Puntualizzo però che qui ho postato una nuova versione del mio nuovo gioco linguistico: “Pangramma sillabico” con la definizione “vu” per il segno “v” (anche perché la versione con “vi”, trascritta qui di seguito - estratta dal mio libro TraTarT - mi risulta ora, più arzigogolata):

Udì Pierre ivi a Etienne

quelle bici emmezeta

o giacca EffeEsse?
Confido in un possibile gradimento. Diversamente, i ludistici perplessi, e soprattutto i letterati insoddisfatti da tutta questa mega pippa linguistica, provino a leggere il mio precedente post. Se proprio lo sconforto resta sovrano allora non resta che indirizzarvi verso i miei lemmi creati in Surripedia: parole con altre parole dette.

lunedì 5 aprile 2010

È TROVARE L'IMPORTANTE


Cerco. Cerco me stesso
ora, ieri e domani.

Ricordo quando “che fesso...
disprezzavo i piedi, le mani,
cercavo solo il mentale
e nulla mi era naturale.

Se lo avessi cercato da allora
ora non sarei “Ora!”.
Sarei diverso da adesso,
ma non avrei saputo lo stesso.



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Tempo al tempo.

venerdì 19 febbraio 2010

PA PERO NE



L’albero del pane non è il pero,
ma quello del ricco Paperone;
però è riuscita Rita
dal pesto ad est del Po
invocando le deinità di Maly
nel made in Italy con l’acconto
per lo stame in accostamento
per Giò senza cagione
del suo cane:
(ahh! ... «uscì», lo portò a far pipì,
me ne ero scordato).

Il suo putto pupazzetto mandò alle pazze
e senza ricordo di cor
rido della tuta di tela tutelata.
Gli uni dei riti riuniti
nella vittoria per la vita dei Tori,
gli altri perché si geme di dolore
con gli algesimetri dopo
parole come gesime
anche per molte quaresime
anzi, quadri-gesime!




__________
INcastRI: INRI - Inca - Astri - Cast - Castri.

sabato 16 gennaio 2010

NATURAL MENTE



E sono un sasso
che mangia il sole
e sono un fiore
che bagna le stelle
e sono il freddo
che cambia pelle...

e sono un sordo
che sente parole.

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CONH (Carbonio, Ossigeno, Azoto, Idrogeno) = Assimilazione e Coscienza, Istinto e Libero arbitrio. (Minerale, Vegetale, Animale, Uomo).

sabato 31 ottobre 2009

TRATART



E divento ogni giorno me stesso
e rinasco in perfetto accordo
con la mia evoluzione
lungo la spirale della Conseguenza
fino alla completa liberazione
dell’Esistenza.




_________
“Colui che vince lo farò una colonna nel tempio del mio Dio ed egli non ne uscirà più”.
S. Giovanni, Apocalisse.

mercoledì 16 settembre 2009

TRI ADE



Passato, Presente, Futuro
della mia morte non sono sicuro*.

Corpo, Anima, Spirito
mi sembrava di aver capito.

Paradiso, Purgatorio, Inferno
nessun peccato esiste o dura in eterno.

Infanzia, Gioventù, Vecchiaia
can che morde non abbaia.

Destra, Sinistra, Centro
spero che finiscano tutti dentro.

Monarchia, Dittatura, Democrazia
quant’è bella anarchia.

Uomo, Donna, Gay

mi faccio i cazzi miei.




__________
Di tre, vi consiglio di sceglierne una, ma auguri e tanta fortuna.

*L’unica certezza che ho in questa vita è proprio la mia vita, ma anche questa illusione mi sta abbandonando.

mercoledì 2 settembre 2009

CARAVAGGIO MI HA PARLATO SUL MOLO


Colonne di moscerini danzanti al suono di cicale
su merde secche senza sale non lontane dai bagnanti.
Cocomeri marci tra i cespugli, intrugli,
miscugli di porci nei cori senza più voce.
Carta, stracci, assorbenti grumosi e a poco distanza, coppie,
parenti, giovani sposi, bambini, certe pelli.
Corpi al sole, stridio di denti, rosse
risate a crepapelle, belli nella loro convinzione.
Copule artificiali, sperma come in lacrime
rimorsi, aborti spettrali, rabbia fottuta in pianti.
Crampi, urla crude, canzonette alla radio, rimpianti,
pesci apatici, stronzi stesi sulla sabbia.
Calura, ronzio di vespe, docce e corpi roridi, cavalletti,
incesti, puritani dalle solite facce da stupri.
Culi di bottiglie, mollette, cancro-miasmi-convulsioni,
chiazze di urine e miceti sulla pelle dei natanti.
Cocciuti in mutande, nudi, fottuti! Abbronzanti, canti,
afrodisiaci in spray, afrore dalle ascelle.
Colite spastiche, eiaculazioni da maniaci imbelli
gente ai vari livelli come gocce d’acqua.
Conati di vomito, siringhe emetiche, olio di lino cotto,
spasmi atroci e l’emorroide flosce.
Cosce in putrefazione con varici lente, pugnali, spatole
flaconi, unguenti, pennelli, leggere emorragie.
Calcoli, fibromi maligni nei pesci, tele, colori ad olio,
aromi lontani, pericolosi chiaroscuri farciti di sangue.
Curiosare di lingue sui moli, lemuri di marinai
uomini e donne in attesa, soli... Il Mare!
Con un urlo insonne di sangue misto a muffa e verderame,
riesce a sopravvivere intatta la follia sulle spiagge esaltate.

venerdì 31 luglio 2009

DESIDERATA



A volte i pesci guardan le fisse stelle
e vedono crescere nuovi germogli,
sognano di volare come gli uccelli
spiando gli intrecciati nidi tra le foglie.

A volte i monti franano giù a valle
per respirare nuovi picchi più caldi
per diventare fango in una terra molle
o una verde pianura che li rinsaldi.

A volte le stelle con il loro pianto
si frantumano in nuovi crateri tondi
come meteore in un enorme schianto
trasformando altri pianeti in nuovi mondi.

A volte gli alberi con la più alta chioma
innalzano i rami in una larga veste
in una crescita infinita e mai doma
per abbracciare l’ampia volta celeste.

A volte i fiumi si riposan nel letto
ma non san contenere gli intensi flutti
precipitando giù alla foce di getto
in un mare di propositi distrutti.

A volte gli uomini nelle loro vite
non sanno distinguere il proprio essere
riaprono sempre le stesse ferite
che cicatrizzando li faran crescere.

Questo è il fuoco della vita
che fa desiderare altri mondi

in una rincorsa infinita

per l’evoluzione a cui tendi.

lunedì 20 luglio 2009

È SEMPRE IL MOMENTO DEL TÈ


Oberato il leader imbonisce omelie sotto la Lanterna,
il partitante ingenuo starnutisce in TV
declama {... ...1} dallo schermo solo vocaboli da notiziario.
L’imbonitore sul podio, nel parco infuocato
porta avanti la relazione laringea. Che sbadigli.
I parrocchiani trovano Rimedio per l’altare laico,
mentre la polizia è in fermento e fa crescere la rivoluzione.

... la Principessa incurante sorbisce il tè sul prato.

Il romeaggio è partito puntuale, inusuale. La polizia
prende un grifo sulla sponda opposta, una pazzia.
La stretta griglia dell’Arma dei CC sputa fuoco, candelotti,
un momento emozionante, tutti in lacrime.
Ripartono con il sopravvento, si scatena una buriana.
Sono in tanti, rapidi e Celeri. E giù botte... porca puttana!
Poi il corteo singhiozza e le vetrine restano infrante.

... la Principessa continua a sorbire pasticcini al sole.

Si percorre la falsa riga della strada, un tunnel, un budello.
Non c’è esperienza di guerriglia, un tranello. Un parapiglia... sangue.
Ora bisogna proprio contraccambiare, comunque vada.
Salta in aria tutto quanto. Che situazione immonda
e per contraddizione un monito solenne. Un colpo e ci scappa
«il Morto»: diviene subito assenza per restare perenne nella coscienza.
Un obelisco si ergerà senza movente in Piazza Alimonda.

... la Principessa finirà tranquillamente il suo tè!


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Botti e bottini. Corte e cortei. Scorte e scortati. Mostri e mostrine. Polis e poliziotti = GiOtto ad arte a Genova.
1 {Beep} = censura televisiva.

martedì 7 luglio 2009

EPIFANIA



Quante volte ancora
affogherò nel tuo cuore
e quante volte ancora
mi immergerò nel tuo corpo

prima che io possa semplicemente amarti.

lunedì 29 giugno 2009

sabato 27 giugno 2009

AS COLTO



In questo silenzio
mi sto ascoltando.

Dove ero quando mi cercavo?!
Dove sarò quando sarò?!
Dove sono quando mi sono trovato?!

Dove sono ora che è.
Ora sono, ora che è!!


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E continuerò a cogliere.

mercoledì 24 giugno 2009

AA EE II OO UU (Ovvero parole DECAVOCALICHE*)



Un neomusatti-freudiano
nel suo studio di Roma
del quartiere Aurelio-Laurentino
sposò una subconcettualizzazione
parafuturologimminente
per un minimegaquadrupedotto,
per un subcarabinieruncoletto
e per un subpalafrenieruncolino.

Il dissidio era:
può il primo brucare
le aiuolesequoia
nel suo micro garden,
il secondo usare una subcesoiaquoiame
per far ridere il maresciallo a crepapelle
e l’ultimo amare una dama
russaindioeuropea, suditalicoeuropea
oppure indiousaeuropea?!


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* Preferisco chiamarle “Supersolunivocalicae”: cioè parole con tutte e 5 le vocali AEIOU, ma doppie.


Provo a lanciare la sfida.
Tra quelle sopra riportate mi intrigano parole come “Aurelio-Laurentino” perché contengono ripetute due volte nella stessa sequenza: AUEIO, parafuturologimminente perché le cinque vocali si ripetono a due a due: AA UU OO II EE, nonché aiuolesequoia perché le vocali sono a specchio, ovvero palindrome AIUOE-EOUIA.
Le varianti e le combinazioni delle dieci vocali per formare parole compiute sono una enormità, ma quelle con un senso apprezzabile non sono poi tante, comprese quelle estremamente fantasiose come subpalafrenieruncolino.

Sono molto autosuggestionabile?! Ho bisogno di una autorieducazione? Mah, chi può dirlo meglio di me con altre parole? Vi aspetto.



lunedì 22 giugno 2009

VERSI, MESCOLI E IMPINGUI


Suoni, canto e danzi
e tutto questo ci fa contenti.
Togli, rimetto e scanzi
la tristezza per nuovi intenti.

Verso, mescoli e impinguo
nuova linfa per il nostro amore.
Dipingo, stendi e intingo
pennellate di vita ad altro colore.

Musica senza frontiera, musiche esagitate
musica per ogni era, musiche colorate.

Stacco, unisci e tengo
le bugie lontane dai difetti.
Scaldo, accendi e spengo
le gelosie con freschi affetti.

Stringi, allargo e allunghi
le fantasie che ci tiene allegri.
Taglio, ricuci e aggiungi
nuove gioie ai giorni tetri.

Musica senza frontiera, musiche amplificate
musica per ogni era, musiche allargate.

Sballi, incarto e scarti
altre dolcezze da gustare.
Scolli, incollo e stacchi
le diversità da armonizzare.

Butto, riprendi e lancio
le malinconie lontano un miglio.
Appendo, stacchi e aggancio
i dubbi ad un nuovo consiglio.

Musica incantatrice, musiche sopraffini
musica per ogni emozione, musiche senza confini.

giovedì 18 giugno 2009

AI SEMAFORI



... a capo?!
Un mazzo di rose, un accendino,
una lavata ai vetri, il giornale
del mattino?... ...

E basta!
E te lo dico col dito, con la testa,
con la bocca.
E basta!
Te lo dico ogni mattina, ma tu
continui, ti insinui
ritenti, tanto che ti costa,
lo fai apposta così io ci casco.

E mi preghi e mi freghi,
mi fai il sorriso, ed io
faccio buon viso a cattivo gioco.
Vedrai che dura poco,
domani te lo
negro.
- “Oddio che lapsus, scusami ti prego!” -


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Extra comunicazione.

martedì 16 giugno 2009

RAGNUS DEI



Nell’insidia e nella solitudine
corre esperto il filo insolubile del nodo!
Il ricamo continuo nel buio
della metamorfosi nella celia ombrosa
tende la viscosa ragna
nella paziente veglia pesta del buco
ricucendo l’inganno e il rifugio.

La preda...
il verme risvolto dell’uomo.

La fede...
il vigliacco rifugio dello spirito.

lunedì 15 giugno 2009

SEX APPEAL



Ho cercato Dio nel mio cuore,
e ho fatto sesso con la figlia del fattore.
Ho cercato Dio in ogni dove
e ho trovato tante figlie per le alcove.
Ho cercato Dio dove non c’era
e mi si è fatta subito sera.

DIO C’È, e presto lo ritroverò,
perché dovrà ancora ricompensarmi,
così mi risacrificherò.



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Exam session
Dio mio, diamoci un altro appuntamento!

domenica 14 giugno 2009

L'ESCA_UT



Ma non canterà Manon.



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L'AMO_RE

L’amerà o non l’amerà?! Canterà o non canterà?!
Questo è il dilemma all’Opera, per di più nota:


Ut
queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum
(Sancte Johannes).

Per gli amanti della tradizione o se preferite traduzione...

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Per gli Enigmisti:

DO mando
RE verso
Mi luogo
FA lasco
SOL tanto
LA menti
SI lenti.

Tre letture: una nota, un'altra meno, l'altra celata.

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Per i venali:

SOLdo Fa Soldo

Stefano Bartezzaghi: «Perché è solo l’ironia che può definirci, in fondo, no?»