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martedì 21 febbraio 2012

FIBONACCI e altre conSEQUENZE




E a te che viene proporre espressamente, subparetimologizzando, ultrasuperidentificabilissimamente1
OmoProtoProTopoGlottoOmoFonoSobborgoColoLocorotondoLogo?2

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1Come Dante, nel suo “De Vulgare Eloquentia”, mi permetto parole con prefissi.
2Simile al primo sostituto del posto, studioso della lingua originaria e delle parole dai suoni simili, di un abitante esperto dei discorsi inerenti i sobborghi di Locorotondo.

In altre parole: a te glottologo nei pressi di Locorotondo che inventi lemmi superidentificabili e monovocalici lunghi una quaresima (da domani) cosa te ne viene proporre parole sub-paraetimologicamente popolari?


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L’altro ieri mi sono riavventurato nella spettacolare sequenza di Fibonacci e non avendo [sinonimo dialettale romano di “non son qui a vendervi questa cosa” > ma si accetta qualunque obolo(3)] altro a cui pensare e/o sgrugnare le meningi (era domenica pomeriggio inoltrato e avevo finito la mia dose quotidiana di domenica pomeriggio, mi avanzava solo una piccola parte di «è già mercoledì e io no») ho deciso di sfidare me medesimo, talmente tanto, che la mia testolina, propensa a sperimentare nuovi neologismi da piccolo Nomoteta del linguaggio, ha inziato ad abburattare tutta la farina a disposizione nel sacco (scroto escluso) per ottenere una polvere fine fine ... a che punto non lo so. 

Sistematica_mente, per via della predisposizione tassonomica (son una buona pastella d’uomo io e altrove son fusillanime, lo sapete), con siffatta farina, dato il periodo, ne ho fatto frappe. Oggi, anche se ho scritto questo post lunedì scorso, è martedì grasso e non serve aggiungere altro (solo che ricorre la migliore data palindroma possibile: 21-02-2012 = (21-II-12) = magia dei numeri), cioè non mi brigo di entrare in ulteriori quisquilie carnevalesche. Venendo al sodo, anzi al soldo, ho scoperto di essere un superbo frapperista (o frappista?... boh!) e per la prima volta in letteratura, con la sequenza numerica  ho iniziato ad impastare parole con i valori dei primi 10 numeri (escluso lo Zero <- farina): 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55  (= F10).

Mi spiego meglio: ho trovato una serie/frase di dieci parole, ognuna lunga quanto le lettere indicate nella sequenza. La cosa non è stata affatto semplice, ma conoscendomi, l’ho anche complicata un po'. La decima e ultima parola, lunga 55 caratteri, difficile da trovare in una lingua parlata e scritta (nel mondo terracqueo non ne ho trovato, o meglio, conosco solo “supercalifragilistichespiralidoso” che è di 33 lettere), ho dovuto inventarla, e non pago (ribadisco, non la vendo e non caccio un Euro -> giacché penuria pecunia), l’ho pure pensata monovocalica. Ho scelto tra le cinque vocali la tonda «O» (Giotto insegna), e da pugliese doc (1= uno = un o), l’unico posto (2) al mondo (2) con cinque «o» che mi è tornato in mente è stato Locorotondo (5). Una volta lì, parlare con l’esperto del posto è stato un gioco introspettivo (sic!).
Prosit!

Attualmente Wikipedia recita così:

Numeri Fibonacci e legami con altri settori

Chissà se un giorno qualcuno aggiungera alla voce “In letteratura”:

1 =
1 =
2 = te 
3 = che 
5 = viene 
8 = proporre 
13 = espressamente, 
21 = subparetimologizzando,
34 = ultrasuperidentificabilissimamente1  
55 = OmoProtoProTopoGlottoOmoFonoSobborgoColoLocorotondoLogo?2

giovedì 21 ottobre 2010

GRATTA E VINCI


Nature by Numbers from Jeff DeMeglio on Vimeo.




Mi sento tradito e un braccio,
con l’occhio perso dentro un viale...
del tramonto. Resto contante belle idee
ben date e ogni tanto investo, perdinci
sui cedolini “Gratta & Vinci” 

al posto del resto.

Vado al bar per un caffè e 

provo a giocare, se vinco vinco,
se perdo perdo, «Ci mancherebbe altro!»
Gratto scaltro... poi mi blocco

lentamente rigratto, spunta un jolly,
quasi due, «Son 3 le figure del matto»
Ma no Rocco, questo gioco è «Scala reale»
«allora, mi sa che il premio sale».

Conto contento, tre tre, giù giù
sotto alla valle, poi leggo: “Non hai vinto!”
Sbotto: un Leopardi palle,
Così colta non la sapevo?! 

«Beh, cavolo molti la sanno».
I numeri non escono, vanno.

Mi danno! Per tigna ne compro un altro, 
non mi abbatto, ritento
mi affido al mio fiuto, rigratto
spero proprio in un cieco aiuto. Nulla!
Sai che ti dico? «Oggi non gira, non è Luna»

Allora alla prossima, ci si vede! 
«Difficile, la citrulla che m'hai venduto è bendata?»
«Ahh ahh... allora Buona Fortuna!»
e io di rimando: «ma vafanciulla».



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Chi gioca fa parte di un grande sistema.






domenica 13 dicembre 2009

Ordinali con i Cardinali



Secondo Pio IX
il primo quarto
della decima
di un secondino
è uguale al sedicesimo
(di un settimino
come Ottavio)
rilegato con un quartino
in più in mezzo.



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Quanto è importante avere i numeri giusti al posto giusto nel momento giusto, nella vita?! Che poi pensandoci bene, più che della vita di un secondino, mi interessa la vita (seni, fianchi, ...) di una secondina: 90-60-90!

Rivedendo questi tre numeri (serie di Fibonazza, sich!) a questo punto nasce spontanea una domanda: se nell'immaginario maschile il topos della Bellezza femminile viene espresso con tre numeri 90-60-90 (in rapporto aureo tra di loro 2:3), esiste nell'immaginario femminile un altrettanto topos di Bellezza maschile espresso in numeri? E spero che non sia uno solo numero il valore di un uomo.
Ma qui non si sta parlando più del mondo matematico ma del Fisico.



C'è del vero nel risultato ottenuto nell'equazione riportata all'inizio del post? Qualcuno sa risolvere questo eccelso rompicacpo di MetaMateMatica senza perdere il lume della ragione? È 2:1 il risultato del valore del numero maschile: 2 donne per un uomo? La risposta è Phi (1:a=a:b)?!