Visualizzazione post con etichetta Mise en abîme. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mise en abîme. Mostra tutti i post

sabato 10 maggio 2014

Diconodioggi e Pagina99we - 10 maggio 2054

QuotiDie, il giornale delle meraviglie 
In un primo momento fu l’occhiello che catturò la sua attenzione. Lei se ne stava sprofondata sulla sdraio con i piedi nell’acqua lungo la battigia, quando la notizia di spalla vorticò nei suoi accecati occhi e ancor di più nella riscaldata testolina. Tolse gli occhiali da sole per focalizzare con altro cipiglio quanto aveva colpito le sue delicate pupille. Ripuntò lo sguardo all’inizio della frase e lesse incredula l’apertura all’articolo su sei colonne che presentava le memorie dell’ammiraglio d’armata Newold scritte esattamente 4o anni prima: «Diario di bordo, oggi 10 maggio 2054 dalle profondità dell’oceano è riemersa un’intera città di 8.000 anni fa ancora intatta». Ma la cosa che l’agitò ancora di più era il sommario “Dal passato sono emerse strane cose: un grande aeroporto, una rete di autostrade, palazzi di 80 piani, avveniristici veicoli a motore, fabbriche di permatite, pannelli solari, porti, piattaforme galleggianti, centrali elettriche, robot e molti altri oggetti realizzati con tecnologie a noi ancora sconosciute”. Il titolo le divenne all’improvviso chiarifico: “Il nostro futuro sarà per sempre più vecchio del nostro passato”. Una serie di domande prese forma nella sua mente, che ne era ora di questa città, dove era stata avvistata, perché nessun libro di storia ha mai parlato di questa civiltà? 

firmato
Zuzzuviu


Dal 22 febbraio mi sono messo a giocare con Dicono di oggi
Questo è il mio nono scritto ed è apparso sulla pagina 47 di Pagina99we
Il titolo dell’articolo (vedere foto), in un , è quasi il titolo da me ipotizzato nel testo inviato. 


www.rogersrl.it
Qui lo schema e le regole del gioco lanciato nella settimana precedente
da Antonella Sbrilli su Dicono di oggi



domenica 10 gennaio 2010

BI NOMI


Sciascia
e Totò sono figli di Miou Miou*.


_________
Matrice certa - Patrice incerto.






*Volevo scrivere solo queste OTTO parole, di per sé significative [notare la simmetria, la palindromia, la bustrofedicità, il bifrontismo imperfetto ma alla Giano, l’ambigrammismo geometrico verticale, ... (chipiùcenehapiùcenemetta di spocchiose definizioni per un lemma così stupid’8) della parola otto], ma la definitiva e giocosa nota a piè di verso (cioè matrice e patrice) ha portato i termini a dodici, che in fatto di specularità, intesa come simmetria grafica del lemma dodici, non vale una beata cippa.

Il senso del verso, e non il verso del senso (mi piace fare il verso al verso che cambia il senso al senso), è quello di proporre una nuova catalogazione di parole interamente autotautogrammate (notare che ci sono volute due auto per far percepire l'eco-grafia di un doppio lemma che fa un gran chiasmo suonando da coatto sul clacson del tautogramma) per spacciarli per binomi. I puristi delle figure retoriche diranno che qui si sta parlando di una forzatura e che sarebbe più giusto parlare di autosomiglianza (ho rimesso l’auto: val come autorimessa), di anafora, di polittoto, di epanalessi, di epanadiplosi, e via di seguito, ma neanche questo è corretto e non è codesta la sede adatta. Mi preme però schiacciare l'acceleratore su altri ammiccamenti metafisici.




Il mio sfondo scrivania - Menger sponge

Per esempio parlare di veri binomi.
Non nel senso dell’espediente escogitato per generare la nomenclatura utilizzata in botanica e in zoologia, dove gli organismi vengono identificati con due nomi, uno generico e uno specifico: Rosa canina; e nemmeno nel senso espresso nel bellissimo abstract in pdf di Francesca Masini (Dipartimento di Linguistica dell’Università Roma Tre che ho trovato nella magnanima rete) ma di bi-nomi (parole doppie, tanto da sembrare coppie) che fanno pensare al frattale; al Narciso; ai Composti di coordinazione linguistica come i composti dvandva o esocentrici, o meglio ancora, i composti reduplicanti, anche detti, conglomerati con schema V+V, tipo: pigiapigia, fuggifuggi, magnamagna, ... come è stato ben definito da Rossana Stefanelli nel pdf dei Quaderni del Dipartimento di Linguistica – Università di Firenze.

Dei binomi matematici faccio un solo accenno presentando la bella rappresentazione grafica di
Alkarex di uno dei più classici binomi (a+b) al quadrato: (a + b)² = a² + 2ab + b². Che corrisponde in linguistica al mio verso: tosto tostò un tosto tosto (ma di questo gioco di parole ne parlerò più in là).




Riflessione finale su UMMAgUMMA.
Ummagumma (è più intrigante nella lettura italiana: AMMAgAMMA) è il titolo del quarto album dei Pink Floyd, il loro capolavoro. Tutto il senso di quello che ho blaterato poco sopra, è raccolto in questa stupenda parola UMMAgUMMA (vedere la perfetta corrispondenza grafica del titolo alla simmetria nell’anno di uscita dell’album, naturalmente oscurando l’inutile millesimo: 99). L’immagine è un frattale in piena regola che si propaga all’infinito a sinistra in alto. In ogni immagine ci sono i quattro artisti Waters, Wright, Gilmour e Mason (Barret era appena uscito dal gruppo) che si alternano chi sulla sedia, chi sulla soglia e chi sul prato, ma la cosa più interessante per me è la cover del disco GiGi (colonna sonora del film di Vincent Minnelli) tra la sedia e la damigiana: la firma del magico autore Storm Thorgerson. Gigi fa il verso al doppio sintagma presente nel titolo: UMMA e pone giustizia e dà un senso alla G nel suo bel mezzo. Più binomi di così!


Gustatevi il tutto come un grande e dolce leccalecca: «C’è Gigi? Sì! e la ...»