domenica 20 marzo 2011

VITA NOVA

TRIA SUNT MIRABILIA DEUS ET HOMO MATER ET VIRGO TRINUS ET UNUS.

Luna di Marzo
Occulta, di Venerdì nascente.
Ignara mi hai portato la Morte
Rigenera... in me morEnte!
Tre volte sarò in grado
Iniziando ad EsSeRe cosciente.
Verso l’accrescimento (42) che ho in Mente.



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Lapidem Occultum Invenies Rectificando Terrae Interiora Visita.




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O voi che avete l'intelletti sani 
mirate la dottrina che s'asconde 
sotto il velame delli versi strani.

Dante Alighieri, La Divina Commedia Inferno Canto IX - vv. 61/63 




giovedì 17 marzo 2011

Non siete Stato voi

Grazie Pertini, oggi con questa tua mi sento un po' più italiano.


Non siete Stato voi che parlate di libertà
come si parla di una notte brava dentro i lupanari.
Non siete Stato voi che trascinate la nazione
dentro il buio ma vi divertite a fare i luminari.
Non siete Stato voi che siete uomini di polso
forse perchè circondati da una manica di idioti.
Non siete Stato voi che sventolate il tricolore
come in curva e tanto basta per sentirvi patrioti.
Non siete Stato voi né il vostro parlamento di idolatri
pronti a tutto per ricevere un'udienza.
Non siete Stato voi che comprate voti con la propaganda
ma non ne pagate mai la conseguenza.
Non siete Stato voi che stringete tra le dita
il rosario dei sondaggi sperando che vi rinfranchi.
Non siete Stato voi che risolvete il dramma dei disoccupati
andando nei salotti a fare i saltimbanchi.
Non siete Stato voi. 
Non siete Stato voi.


Non siete Stato voi, uomini boia con la divisa
che ammazzate di percosse i detenuti.
Non siete Stato voi con gli anfibi sulle facce disarmate
prese a calci come sacchi di rifiuti.
Non siete Stato voi che mandate i vostri figli al fronte
come una carogna da una iena che la spolpa.
Non siete Stato voi che rimboccate le bandiere sulle bare
per addormentare ogni senso di colpa.
Non siete Stato voi maledetti forcaioli impreparati,
sempre in cerca di un nemico per la lotta.
Non siete Stato voi che brucereste come streghe
gli immigrati salvo venerare quello nella grotta.
Non siete Stato voi col busto del duce sugli scrittoi
e la costituzione sotto i piedi.
Non siete Stato voi che meritereste d'essere estirpati
come la malerba dalle vostre sedi.
Non siete Stato voi. 
Non siete Stato voi.




Non siete Stato voi che brindate con il sangue
di chi tenta di far luce sulle vostre vite oscure.
Non siete Stato voi che vorreste dare voce
a quotidiani di partito muti come sepolture.
Non siete Stato voi che fate leggi su misura
come un paio di mutande a seconda dei genitali.
Non siete Stato voi che trattate chi vi critica
come un randagio a cui tagliare le corde vocali.
Non siete Stato voi, servi, che avete noleggiato
costumi da sovrani con soldi immeritati,
siete voi confratelli di una loggia che poggia
sul valore dei privilegiati come voi che i mafiosi
li chiamate eroi e che il corrotto lo chiamate pio
e ciascuno di voi, implicato in ogni sorta di reato
fissa il magistrato e poi giura su Dio: "Non sono stato io".
Non sono Stato io. 
Non sono Stato io. 












domenica 6 marzo 2011

NAUFRAGIO DEI VALORI

© Franco Chirico - Naufragio dei valori (La fucilazione del 3 maggio 1808)
Matita su cartoncino, 2006 - cm 23,8x18,7


M’aggiro
tra la folta cirrosia
della mia nostalgia.
Nella mia ansia
s’adombra il desio
d’agire nella fulminazione
per ritirarmi
dalla poltiglia della noia.


Solo la voglia
di ammirarmi
nella stagnante
aria linda dell’universo
rende liberi
i miei pensieri.



© FRANCO CHIRICO - Proprietà artistica riservata - Riproduzione, anche parziale, vietata in tutti i Paesi. Cliccare sul disegno per apprezzarne i particolari.


giovedì 24 febbraio 2011

APRITI CIELO




Calmo
scendo una grandinata 
alla Gian Burrasca, corteggiando
una bruma dagli occhi del ciclone.


Rasserenato
dal suo fisico asciutto
rimango stabile; ma in un lampo,
in un momento di bora,
precipito nel turbine
delle passioni.
Il classico colpo di fulmine!


Tormentato
in un mulinello di eventi,
con un colpo maestrale,
sono tornado sui miei passi
senza perdere la calma.

È tempo che la tempesta
si infranga nel suo arcobaleno.



____________
Pioggia di pensieri: una precipitazione occipitale e temporale.

domenica 13 febbraio 2011

AB ORIGINE


Ancora annoto ai bibliopoli amatori
“Carme Arcadico” (desso Abbecedario).
Essi ascoltino formali allegorie
giambiche acanìne.
Ho (Ab immemorabili) aborrito
liberi aristocratici magnati,
aspidi nevrotici, avvertendo oscuri
arrìere-pensée. Amo qualche
argomento ridanciano.

Asserisco silente: “Autonomie Toccasana”,
augurando una apprezzabile vanagloria
allo zibaldone.




_______
Aa, Ab, Ac, Ad, Ae, Af, Ag, Ah, Ai, Al, Am, An, Ao, Ap, Aq, Ar, As, At, Au, Av, Az.

Tutte le 21 lettere legate alla prima, l'impegno da prendere è con le altre venti. Questo è solo uno spi-raglio.

lunedì 7 febbraio 2011

SCORRENDO SCORRENDO

Libreria “Shakespeare and Co” a Parigi

Come sempre l’acqua scorre,
asciuga quella sete e quell’arsura
che bagna ogni tepore;
un effluvio che corre e mi porta via
e che non so opporre
mentre approda nella tua radura.

Col tempo capirò che ogni istante
si propaga inesorabile... goccia a goccia
nella tua penombra appagante.
Brillerà il sole e la rugiada
diverrà il nostro umore e sembrerà esitante
mentre lento sfocia nel tuo divenire delta.

Con i nostri attimi così intensi
potremo navigare senza sosta
viaggiare nella gioia e nei silenzi
perdendoci nel fiume, lungo la costa...
scorrendo scorrendo
nel nostro intenso navigare.



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Pura Libridine

martedì 1 febbraio 2011

CERCHIENDO IL SOPERCHIO

René Magritte - L'Arte della Conversazione I

Sto smettendo di cercare
il cercando dismettendo
ma premetto di cerchiare
promettendo che mi stendo.


Sto cerchiando di permettere
distendendo il soverchio
ammettendo che il cerchiettere
si dismette con il cerchio.


Sto cercando di smettere
per rimettere il cerchiendo
ma se cerco di premettere
il peperchio non lo comprendo.


Sto scoprendo il compreso
del perchiendo nel semicerchio...
ora smetto, mi sono offeso
mettetemi nel soperchio. 

sabato 22 gennaio 2011

LEGGERE-LETTO + METASBAGLIO


METATEMA:
Per leggere ha letto
accendere l'abatejour.

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Fai molta attenzione a leggere ha letto! A me dà molto fastidio. Oltretutto quando sono alla frutta, per vedere meglio anche altri errori grammaticali, ogni tanto clicco qui.

Generalmente la mia scelta cade su una Musa (giuro che è colpa della buccia, è quella che mi fa scivolare), volgarmente detta banana. Pare che il potassio aiuti a prevenire i Krampi ai polpacci per chi abitualmente, come me, adora il letto

Per punizione mi sono inflitto una pena: scovare nel web una frase autoreferenziale che coinvolga una banana, eccola:

Andy Warhol adorava Magritte o le banane? (Clicca sulla foto per gustare il pezzo). Foto by -eko-



METARISVOLTO:
Scrivi per punizione perché hai
sbagliato il compito 10 volte*.


METASVOLGIMENTO:
(*) Perché hai sbagliato il compito 10 volte; Perché hai sbagliato il compito 10 volte; Perché hai sbagliato il compito 10 volte; Perché hai sbagliato il compito 10 volte, ... ...

(*) Per punizione perché hai sbagliato il compito; Per punizione perché hai sbagliato il compito; Per punizione perché hai sbagliato il compito; Per punizione perché hai sbagliato il compito, ... ...
  
(*) 10 volte, 10 volte, 10 volte, 10 volte, 10 volte, 10 volte, 10 volte, 10 volte, 10 volte, 10 volte, 10 volte, 10 volte, 10 volte, 10 volte, 10 volte, 10 volte, ... ... 

Ma le tre soluzioni poste nel Metasvolgimento mi creano qualche dubbio sulla correttezza del compito che mi sono auto inflitto. Ecco le domande post(ume): 
«Dei tre qual è il metasvolgimento giusto?». 
«Quante volte bisognava scrivere 10 volte?». 
«Se lo sbaglio non si sa qual è, qual è la giusta punizione per un compito sbagliato?». 
«La punizione ad una punizione sbagliata chi la commina?».

Nel dubbio, mentre riascolto il pezzo dei The Velvet Underground - Sunday Morning e mi fumo una banana autoreferenziale, pensando che ogni parola è cibo per la mente (anche se mi dico spesso ke le logorroiche banane attoppano), chiudo con una domanda tipicamente romana e sulla linea da tenere:
«ma a te piace diMagritte?»



giovedì 13 gennaio 2011

domenica 2 gennaio 2011

TMESI e TMESI

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Questa mia breve ri-creazione è un omaggio all'Oplepo, nonché alle figure retoriche per evitare di finire nel far rime (fa rima e c'è) sempre allo stesso modo, o di iniziare, ancor più grave, alla stessa maniera.

1 - Tmesi
3 - Oulipo (Ouvroir de Littérature Potentielle, traducibile in italiano "Officina di letteratura potenziale")
3 - Oplepo (Opificio di Letteratura Potenziale)
4 - po- co- mo- no- ro- = Poco m'onoro (ben altri giochi di parole e ben altri autori sono nell'Olimpo letterario).

Se potessero arricchirsi i po-steri con l’ostica tmesi o con i po-scritti patafisici delle mille po-stille metriche da me compo-
ste, i pochi riconoscimenti che co-stellano le mie brevi opere più co-stipanti, non onorerebbero le co-succe iperletterarie dei magici co-strutti stilistici oplepiani. Ciò mo-stra come in fin dei conti grommo-si giochi di parole che fan da cimo-sa allo splendente arazzo/mo-saico dell’Opificio Letterario (no-stop nell’ordito), servono per cono-scere la scrittura (ri)creativa no-strana che ruota su idee ricono-sciute nell’alto Potenziale già ro-seo, giacché l’immensurabile ro-sario di autori, giammai Numero-si, ri-scriva ancor versi in futuro.