venerdì 20 aprile 2012

BORSEGGIOla


... o la Corsa o la Visa?!

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Autorapina.






La fortuna e la felicità di un individuo dipendono dall’auto che sceglie nella vita (più per questione di portafoglio che di giochi in Borsa). Anche se un dubbio nasce spontaneo: qual è l’auto migliore che non fa percepire la scelta come una rapina, un furto? 


Io il dubbio non ce l’ho mai avuto, e non ho mai percepito nessun furto o rapina, anzi con l’auto ci ho solo guadagnato. Nella mia vita da vagheggino, mi sono capitate tra le mani due auto (mi riferisco a quelle legate al modo di dire di sopra), ma solo una mi ha cambiato la vita. Ogni volta che ci salivo sopra, intendo sull’Opel Corsa, iniziava un’eccitazione, una libidine. Tra le mille fantasie (erotiche) mi ritrovavo a fare anche questa congettura: Opel (= pelo) Corsa (= sorca). Entrarci, era un gran piacere, così come farsi un giro stando comodo davanti o dietro (fare sesso in auto in realta è scomodo, ma dà una marcia in più).


È visto che qui ci si apre, cisi ...,  tirate fuori (dalla borsa) i vostri anagrammi salaci, le vostri paroline piccanti! Sia ben chiaro, non solo parole, intendo ricordi, fatti, farsi, ...
“Altro giro, altra Corsa” ... altre Borse, altre vite, le vostre!

venerdì 13 aprile 2012

giovedì 29 marzo 2012

Ment(r)e

Nella mente


In men che non si dica 
nemmen l’ho scritto!


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Scrivere contraddicendosi: mentre lo stavate leggendo, neppure lo avete notato.

domenica 18 marzo 2012

LASCIA IL SOGNO

Il Dj di “Radici nel cemento”?


Ho fatto un sogno
abbaiavo al sole
senza trovare le parole
e non mi vergogno.


Ho fatto un incubo
schiacciavo un pisolino
e perdevo un dentino
sbattendo al tubo.


Ho fatto una mezza dormita
ero un Dj in erba
fumavo pure il cruciverba
poi e finita.


Ho fatto un dormiveglia
che cazzo voglia dire
non so capire
presto prenderò una sveglia.


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Non è un Haiku, non è un Maltusiano, non è una Bosinada, non è un Efìmnio, ... ma sì, sì, è chiaro a tutti, è un ABBA (del resto la musica che gira sui piatti ne ha lasciato il segno).

martedì 13 marzo 2012

LA COSA - IL CASO - UN CAOS




Non cercare altrove
quello che ti appartiene
perché è dentro di te.
Riconosci quel che sarai
e vedrai ciò che sei.


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Un b(r)uco non sa che diventerà una stupenda farfalla, ma dà la vita per divenire altro (o per non cadere in fallo).



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martedì 6 marzo 2012

Volevo fortissimamente Volevo





Volevo parlare al vento
e tirare giù il firmamento
pagare a tutti pegno
e battervi le mani
ma non sono ancora degno
del mio domani.


Volevo restare un fiore
e diventare un colto precettore
tagliare le mie radici
e tirar fuori le ali
ma ho inforcato solo bici
senza pedali.

Volevo giocar d’astuzia
e sparpagliare la minuzia
abbracciarvi tutti quanti
e buttare giù Filistei e colonne
ma ho disprezzato i santi
figurarsi le madonne.

Volevo dar voce a voi
senza escludere amanti, moglie e buoi
far castelli in aria
e andare contromano
ma la mia vita sedentaria
mal sopporta il divano.

Volevo sputare in cielo
smettere di radermi contropelo
saltare giù ad occhi chiusi
e nascondere il cerino

faccio progetti pii e astrusi
ma resto sempre cretino.

Volevo 
inventare un gioco
e buttar parecchia acqua sul fuoco
stringere a tutti il collo
e a fare gli scongiuri
ma dei miei giorni sicuri
ho perso l’autocontrollo.

Volevo cambiare il mondo
e saltellare nel vostro girotondo
pagarvi con il baratto
e ascoltare ogni sospiro
ma son diventato matto
a prendervi tutti in giro.


Volevo fissar
 farfalle
nell’elettrico Moulin Rouge a Pigalle
oppure diventare un santone
senza suonare il violino
ma ora ho questa canzone
che ha un refrain cretino.

Volevo ascoltare la gente
e imparare a non far niente
 
parlare a denti stretti
e raccontare barzellette
ma a far satira ci rimetti

non paghi le bollette.

Volevo diventare grande
e spruzzar profumi e lavande
 
vivere come uno sceicco
e non giocare la cinquina
ma sono finito a picco
scolandomi la cantina.


Volevo disegnare fumetti
e dire “Chi la fa, l’aspetti

passare per un nuovo eroe
e fare il librettista
ma ho scritto come Poe
e l’Opera non s’è vista.


Volevo sognare ad occhi aperti
e non credere ai referti
uccidervi scientificamente
e saltellare sulla Luna
ma il mio fantasticar silente
non vi porterà fortuna.

Volevo passare alla storia
e ridere e far baldoria
 
evitare ogni ambasce
e farla pagare agli scaltri
ma son rimasto in fasce
i cresciuti siete voi altri.

martedì 28 febbraio 2012

Rispondere per le rime


Killer Tune - Art Print by  Enkel Dika



De Vulgare Eloquentia
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Tiè!





Dolce Stil Novo
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Ah ...mbè!



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martedì 21 febbraio 2012

FIBONACCI e altre conSEQUENZE




E a te che viene proporre espressamente, subparetimologizzando, ultrasuperidentificabilissimamente1
OmoProtoProTopoGlottoOmoFonoSobborgoColoLocorotondoLogo?2

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1Come Dante, nel suo “De Vulgare Eloquentia”, mi permetto parole con prefissi.
2Simile al primo sostituto del posto, studioso della lingua originaria e delle parole dai suoni simili, di un abitante esperto dei discorsi inerenti i sobborghi di Locorotondo.

In altre parole: a te glottologo nei pressi di Locorotondo che inventi lemmi superidentificabili e monovocalici lunghi una quaresima (da domani) cosa te ne viene proporre parole sub-paraetimologicamente popolari?


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L’altro ieri mi sono riavventurato nella spettacolare sequenza di Fibonacci e non avendo [sinonimo dialettale romano di “non son qui a vendervi questa cosa” > ma si accetta qualunque obolo(3)] altro a cui pensare e/o sgrugnare le meningi (era domenica pomeriggio inoltrato e avevo finito la mia dose quotidiana di domenica pomeriggio, mi avanzava solo una piccola parte di «è già mercoledì e io no») ho deciso di sfidare me medesimo, talmente tanto, che la mia testolina, propensa a sperimentare nuovi neologismi da piccolo Nomoteta del linguaggio, ha inziato ad abburattare tutta la farina a disposizione nel sacco (scroto escluso) per ottenere una polvere fine fine ... a che punto non lo so. 

Sistematica_mente, per via della predisposizione tassonomica (son una buona pastella d’uomo io e altrove son fusillanime, lo sapete), con siffatta farina, dato il periodo, ne ho fatto frappe. Oggi, anche se ho scritto questo post lunedì scorso, è martedì grasso e non serve aggiungere altro (solo che ricorre la migliore data palindroma possibile: 21-02-2012 = (21-II-12) = magia dei numeri), cioè non mi brigo di entrare in ulteriori quisquilie carnevalesche. Venendo al sodo, anzi al soldo, ho scoperto di essere un superbo frapperista (o frappista?... boh!) e per la prima volta in letteratura, con la sequenza numerica  ho iniziato ad impastare parole con i valori dei primi 10 numeri (escluso lo Zero <- farina): 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55  (= F10).

Mi spiego meglio: ho trovato una serie/frase di dieci parole, ognuna lunga quanto le lettere indicate nella sequenza. La cosa non è stata affatto semplice, ma conoscendomi, l’ho anche complicata un po'. La decima e ultima parola, lunga 55 caratteri, difficile da trovare in una lingua parlata e scritta (nel mondo terracqueo non ne ho trovato, o meglio, conosco solo “supercalifragilistichespiralidoso” che è di 33 lettere), ho dovuto inventarla, e non pago (ribadisco, non la vendo e non caccio un Euro -> giacché penuria pecunia), l’ho pure pensata monovocalica. Ho scelto tra le cinque vocali la tonda «O» (Giotto insegna), e da pugliese doc (1= uno = un o), l’unico posto (2) al mondo (2) con cinque «o» che mi è tornato in mente è stato Locorotondo (5). Una volta lì, parlare con l’esperto del posto è stato un gioco introspettivo (sic!).
Prosit!

Attualmente Wikipedia recita così:

Numeri Fibonacci e legami con altri settori

Chissà se un giorno qualcuno aggiungera alla voce “In letteratura”:

1 =
1 =
2 = te 
3 = che 
5 = viene 
8 = proporre 
13 = espressamente, 
21 = subparetimologizzando,
34 = ultrasuperidentificabilissimamente1  
55 = OmoProtoProTopoGlottoOmoFonoSobborgoColoLocorotondoLogo?2

sabato 28 gennaio 2012

FESTINA LENTE



Tu salti, lei cammina
io corro, lui zompetta,
insomma ogni mattina
ogni giornata scorre svelta
tra mille frenesie senza un dopo
sembra vita, ma è fretta senza scopo.


Tu bevi, loro a sorsi
io mangio, lei divora,
prendiamo tutto a morsi
pasteggiamo ogni quarto d’ora
con gran gusto... ma senza più un sapore
tra intensi effluvi che non hanno odore.


Tu compri, voi acquistate
io permuto, lui prende
in prestito o anche a rate
per altrui interessi e prebende.
Maledetta miseria, ché compriamo
se mai un cazzo di nulla possediamo?

domenica 1 gennaio 2012

COSÌ FAN TUTTE + LE NOZZE DI FIGARO

Inizio l’anno così, dandomi delle Arie.  

Da NostraDannus, eletti compagne e compagni di viaggio, auguri.



 

… Via, via! Passaro i tempi
da spacciar queste favole ai bambini!
In uomini, in soldati,
sperare fedeltà?
(ridendo) 
Non vi fate sentir, per carità!

Di pasta simile
son tutti quanti:
le fronde mobili,
l’aure incostanti
han più degli uomini
stabilità!

Mentite lagrime,
fallaci sguardi
voci ingannevoli,
vezzi bugiardi
son le primarie
lor qualità!

In noi non amano
che 'l lor diletto,
poi ci dispregiano,
neganci affetto,
né val da’ barbari
chieder pietà!

Paghiam, o femmine,
d’ugual moneta
questa malefica
razza indiscreta:
amiam per comodo,
per vanità!

Lorenzo Da Ponte e Wolfgang Amadeus Mozart
Così fan tutte,
nell’interpretazione di Cecilia Bartoli.



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Moderato
Aprite un po’ quegli occhi
Uomini incauti e sciocchi,
Guardate queste femmine,
Guardate cosa son.
Queste chiamate Dee
Dagli ingannati sensi,
A cui tributa incensi
La debole ragion,
Son streghe che incantano
Per farci penar,
Sirene che cantano
Per farci affogar.
Civette che allettano
Per trarci le piume,
Comete che brillano
Per toglierci il lume;
Son rose spinose,
Son volpi vezzose,
Son orse benigne,
Colombe maligne,
Maestre d’inganni,
Amiche d’affanni
Che fingono, mentono,
Amore non senton,
Non senton pietà.
Il resto nol dico,
Già ognuno lo sa.
(si ritira)

Lorenzo Da Ponte e Wolfgang Amadeus Mozart
Le nozze di Figaro
nell’interpretazione di Erwin Schrott.