venerdì 31 luglio 2009

DESIDERATA



A volte i pesci guardan le fisse stelle
e vedono crescere nuovi germogli,
sognano di volare come gli uccelli
spiando gli intrecciati nidi tra le foglie.

A volte i monti franano giù a valle
per respirare nuovi picchi più caldi
per diventare fango in una terra molle
o una verde pianura che li rinsaldi.

A volte le stelle con il loro pianto
si frantumano in nuovi crateri tondi
come meteore in un enorme schianto
trasformando altri pianeti in nuovi mondi.

A volte gli alberi con la più alta chioma
innalzano i rami in una larga veste
in una crescita infinita e mai doma
per abbracciare l’ampia volta celeste.

A volte i fiumi si riposan nel letto
ma non san contenere gli intensi flutti
precipitando giù alla foce di getto
in un mare di propositi distrutti.

A volte gli uomini nelle loro vite
non sanno distinguere il proprio essere
riaprono sempre le stesse ferite
che cicatrizzando li faran crescere.

Questo è il fuoco della vita
che fa desiderare altri mondi

in una rincorsa infinita

per l’evoluzione a cui tendi.

mercoledì 22 luglio 2009

LA CITTÀ È IMPAZZITA



Il coccodrillo francese cucito alle maglie
piange disperato. Non riesce a prendere moglie!
La cerca bevendo un drink dietro l’altro
comincia il primo poi chi è più scaltro.

La nuova domestica non cuoce mai uova
ma è cotta del suo uomo e della sua moto nuova.
Lui gioca d’azzardo, scommette ai cavalli,
lei gli dà tutti i soldi purché non la molli.

La barboncina di Mario rispolpa un nuovo osso
ora fa la cagna con Ugo che ha il fuoristrada rosso
scodinzola, guaisce, lo lecca in modo strano
poi mette la freccia e se ne va contromano.

Che mondo sballato, che grande casino
tutto va a rovescio, niente è come prima.
La città è impazzita... questo è quel che resta
nessuno più si diverte... Dov’è la festa?

L’Orso del circo attira a sé i Gorilla
della Top Model che sulla passerella sfila arzilla.
Si scalda, si eccita, si slaccia la zippe
fa anche gesti osceni, ma loro... fan pippe.

Il tassista impiccione ai semafori spenti
sbircia dallo specchietto e si stuzzica i denti,
sparla con tutti della propria moglie lontana,
ma non di sua sorella che fa la puttana.

Il vecchio direttore dell’ufficio postale
tien da conto i suoi pensionati ma li tratta male,
anela ai loro soldi e non li vuole pagare
poi emette solo vaglia perché non sa parlare.

Che mondo sbagliato, che momento assurdo
maltrattano uno zingaro, ma non un curdo.
Che società allo sfascio... che popolo meschino
lo prendono in quel posto, ma fan sempre l’inchino.

La gattina Adalgisa gratta sempre il divano
cerca i soldi del nonno e gli graffia una mano
gli fa la pipì nel berretto e miagola stizzosa
perché mentre lei fa le fusa, lui ronfa e riposa.

Giorgio ha gran fiuto ne spaccia e ne tira
tutta polvere bianca che sballa, che gira...
la piazza nel vicolo e lungo la via
perché ha con tutti il droghiere in antipatia.

Il vecchio impresario tiene i suoi attori sulla corda
abbaia come un rottweiler, ma par che non morda;
gli fà da Compagnia, ma non sanno recitare
si atteggiano solo a Star e Fan come gli pare.

Che mondo allo sbando, che situazione di merda
ognuno sembra vincente, ma pare che perda.
La città è impazzita... ogni cosa è distorta
usciamo allo scoperto ... la coperta è corta.

lunedì 20 luglio 2009

LUNA



Svirgola lenta nel lento cammino
lesta compagna di voli; il mattino
ti è nemico, e tu sola resti spenta
nel violento bagliore che sgomenta.

Tu sola rendi contenti i viandanti
per l’antico viaggio. Oggi ti presenti
come una palla di bianco cemento
per il
Design nell’arredo più attento.

Nessuno ricorda in te quel potere
che ferma la Terra ed innalza il mare.
Nessuno ravvede in te quel bisogno

materno, portato nel Cancro segno,
magico e caro. Porgi ancor le notti
romantiche a tutti gli innamorati.



__________
Auguri per i tuoi 400.000.000 di anni.

È SEMPRE IL MOMENTO DEL TÈ


Oberato il leader imbonisce omelie sotto la Lanterna,
il partitante ingenuo starnutisce in TV
declama {... ...1} dallo schermo solo vocaboli da notiziario.
L’imbonitore sul podio, nel parco infuocato
porta avanti la relazione laringea. Che sbadigli.
I parrocchiani trovano Rimedio per l’altare laico,
mentre la polizia è in fermento e fa crescere la rivoluzione.

... la Principessa incurante sorbisce il tè sul prato.

Il romeaggio è partito puntuale, inusuale. La polizia
prende un grifo sulla sponda opposta, una pazzia.
La stretta griglia dell’Arma dei CC sputa fuoco, candelotti,
un momento emozionante, tutti in lacrime.
Ripartono con il sopravvento, si scatena una buriana.
Sono in tanti, rapidi e Celeri. E giù botte... porca puttana!
Poi il corteo singhiozza e le vetrine restano infrante.

... la Principessa continua a sorbire pasticcini al sole.

Si percorre la falsa riga della strada, un tunnel, un budello.
Non c’è esperienza di guerriglia, un tranello. Un parapiglia... sangue.
Ora bisogna proprio contraccambiare, comunque vada.
Salta in aria tutto quanto. Che situazione immonda
e per contraddizione un monito solenne. Un colpo e ci scappa
«il Morto»: diviene subito assenza per restare perenne nella coscienza.
Un obelisco si ergerà senza movente in Piazza Alimonda.

... la Principessa finirà tranquillamente il suo tè!


__________
Botti e bottini. Corte e cortei. Scorte e scortati. Mostri e mostrine. Polis e poliziotti = GiOtto ad arte a Genova.
1 {Beep} = censura televisiva.

domenica 19 luglio 2009

ITAL DEI TALI / n.15 (Mollette che stendono)



STRAGI DI MAFIA

Mollo - Dopo 17 anni nessuno ricorda Borsellino.
Molly - E già! C'è crisi, non si arriva più alla terza settimana.

giovedì 16 luglio 2009

U DIRE (2)



Feci con la lambretta
una inversione a chiambretta,
poi presi il motorino
facendo un giro ad uncino;
infine, con la vespa
mi fermai.


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Non c’è verso, quando la rima finisce, il moto poetico si blocca.

mercoledì 15 luglio 2009

PARA D'OSSO

Stranezze costruttive

Non si riesce
a fare
le Colonne
come una Volta!



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Non è questione di stile, né di incapacità costruttive, ma ...




venerdì 10 luglio 2009

GIRAVA NELL'ARIA



OZONO l'unica parola con un senso di lettura completo (specialmente grafico) in ogni direzione o senso. Questa mia scoperta girava nell'aria, lascio ora un buco al suo posto.
Per questa parola sono stati utilizzati solo due segni grafici identici Z = N e O = O.

Qualcuno obietterebbe che anche NO ZOO, presenta le stesse cinque lettere, ma disposte diversamente, anche se qualcun'altro prontamente, per evitare contestazioni, ha ribattezzato il vecchio “Zoo” in “Bioparco” proprio per evitare le possibili contestazioni dei naturalisti. Naturalmente “NO ZOO” non ha la stessa bellezza simmetrica della parola OZONO con le tre O a suddividere le due consonanti. OZONO è sia un ambigramma (non perfetto come la mia firma Chirico) e sia una parola graficamente bustrofedica (dal greco βους, "bue", e στρεφειν, "girare, invertire"). Ma è proprio questa la bellezza. Infatti, una scritta o una parola, è graficamente bustrofedica o palindroma (che corre all'indietro), quando le lettere restano identiche come con la parola OZONO, anche se ribaltata in verticale, si continua a leggere OZONO.

Certo, se volete essere pignoli, mi direte che si legge anche ONOZO, ma giuro che la state leggendo dal lato sbagliato o sottosopra, oppure dall'altezza non idonea. Infatti, se vi mettete dall'altra parte, cioè dietro la scritta, o salite nella ozonosfera, per incanto leggerete: OZONO, anche se al suo posto ormai c'è un buco (quello che ho lasciato io): O.

Lo ZOO fa male (agli animali), L'OZONO ancora di più.

mercoledì 8 luglio 2009

ITAL DEI TALI / n.14 (Mollette che stendono)



PR ETICA MENTE

Molly - Il Papa dice che occorrono uomini retti in Politica e in Economia.
Mollo - Invece in Religione non se ne sente la necessità?!

martedì 7 luglio 2009

EPIFANIA



Quante volte ancora
affogherò nel tuo cuore
e quante volte ancora
mi immergerò nel tuo corpo

prima che io possa semplicemente amarti.

domenica 5 luglio 2009

INDUGIO CITTADINO



Scoprirsi per caso a mirar dalla rostra i passanti frettolosi
dai momenti inutili fermi paonazzi e in compulsione
davanti e dietro le vetrine. Un
defilèe spontaneo,
uno spettacolo indegno e allucinante... senza senso.

Un mendico dalla fede inconcussa, sdraiato dona ai fedeli
i suoi denti mancanti, scruta i baci al castone del cardinale
che esce con la confraternita in processione senza curia.
Gli assorti fumano quieti. Lui cencioso fa la veglia sul sagrato.

Assisi ai tavolini infilati sul catrame, altri beoti bevono
nei
flute freddi vinelli disciolti nel ghiaccio, tra mozzarelle
in carrozza e il tanfo afoso delle deiezioni da cavallo appallottolate
come polpette sull’asfalto. È ora di pranzo, poverelli han tanta fame!

Ridde zigzaganti sui marciapiedi. Uno struscio nevrotico
di gente con sguardi foschi dalla fregola indecente,
briciole per terra, poi un lampo scuro di cortine di colombi
rompono il frenulo della mia visione.

Colonne di auto in linea con il loro strombettare
nel romeaggio continuo che istupidisce fermo davanti ai semafori.
Il tutto un simulacro, un quadro sacro e dissacrante
tra l’incombenza della pastorale premura.

Il momento è solenne, un istante stenta in eterno
dalla mia finestra sulla città futura
che avanza ogni mattina apatica e spenta
da un
Cupolone in affanno verso il giorno che indugia maturo.

giovedì 2 luglio 2009

DALLA FINESTRA


E.Munch - Der Schrei der Natur, 1893


Ascolto assorto di sotto
le chiacchiere,
i rumori frequenti e lontani,
rumori violenti ed umani,
di voci innocenti
nel gioco.

Odo gli odori pungenti,
di fumi acri e malsani
che uccidono
in massa le genti
o le rendono infermi
per poco.

Sento il suono assordante
che snerva le menti
e rende dolenti gli animi
che troppo presto vanno
incontro all’affanno.

Ascolto, odo, sento
e tutto questo è un presentimento.